mercoledì 20 febbraio 2019

L’Arabia Saudita in scacco matto, ‘scià matt’, dall’iraniano

Velo e boicottaggio ufficiale di Israele (guerre e affari si fanno di nascosto): così l’Arabia Saudita si è data scacco matto. Un torneo internazionale a Riad sta scatenando più di una polemica geopolitica. Ci sono anche Trump e Gerusalemme di mezzo, con le tensioni nel mondo arabo che hanno spinto gli alleati sauditi a non accogliere gli scacchisti israeliani.

Il gioco al massacro fra i pezzi bianchi e quelli neri. Letteratura a non finire con gli scacchi come protagonisti. E politica. Nel 1972, quando Bobby Fischer e Boris Spassky conducevano la loro Guerra Fredda per procura a Reykjavik. Quando c’era ancora l’Unione Sovietica e l’americano descrisse la sfida come una battaglia del ‘mondo libero contro i russi bugiardi, bari ed ipocriti’. Eppure oggi i pezzi che si muovono sulla scacchiera stanno facendo di nuovo le veci di squadroni di Oggi un altro torneo internazionale di scacchi sta scatenando più di una polemica geopolitica.

Scacchiere internazionale

L’Arabia Saudita si era aggiudicata questi mondiali per tentare di accreditare un’immagine di apertura e modernità. Per fare questo, ha messo sul piatto un primo premio di due milioni di dollari, quattro volte quelli abitualmente conferiti nel circuito internazionale. In più negli ultimi mesi il principe ereditario Mohammed bin Salman sta cercando di portare avanti delle riforme che diano l’idea di progresso, come consentire la guida alle donne o permettere di assistere ad eventi sportivi. Per ottenere l’assegnazione del torneo, anche l’impegno all’accesso di tutti i campioni, da qualsiasi Paese provenissero.

Scacco dall’Ucraina

Ma il primo scacco tocca proprio ai padroni di casa. La campionessa del mondo in carica, l’ ucraina Anna Muzychuk, non ha nessuna intenzione di indossare l’abaya, la sopravveste scura con la quale le donne saudite sono costrette a coprirsi da capo a piedi. Ma non solo: ai sette giocatori israeliani sono stati negati i visti per entrare in Arabia Saudita. Le reazioni araba alla decisione di Trump su Gerusalemme hanno costretto i sauditi alleati a far finta di essere almeno avversari. Secondo i funzionari sauditi i visti non possono essere concessi perché il regno non ha legami diplomatici con Israele.

Scacchi e politica

Di Bobby Fischer e Boris Spassky abbiamo detto. Sul fronte femminile della scacchiera, nell’ottobre del 2016, la scacchista georgiana-statunitense Nazí Paikidze boicottò i mondiali in Iran: «Non indosserò un hijab per non supportare l’oppressione femminile. Anche se questo significa perdere le competizioni più importanti della mia carriera». Per l’incidente saudita c’è chi osserva che ci vuole molto più di un evento sportivo per rinnovare l’immagine offuscata di una nazione. Ironia ultima: «Scacco matto» è un’espressione che nasce da uno ‘sdrucciolamento fonetico’ dell’iraniano: «Scià matt», il re è morto.

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