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venerdì 22 Novembre 2019

Terrorismo e borsa, salta l’oleodotto e vola il prezzo del petrolio

Uno dei più importanti oleodotto della Libia è stato fatto saltare in Cirenaica.
– Fonti militari: è opera dell’Isis
– I miliziani dello Stato islamico sono ancora attivi nella zona.
– Esplosione il Libia, salto in borsa a New York

Il terrorismo in borsa

Un commando di uomini armati e uno dei principali oleodotti della Libia. Terroristi molto bene attrezzati, hanno minato l’impianto con gli esplosivi. Probabilmente quanto resta del vecchio Isis nella Libia che, invece di stabilizzarsi, sembra sull’orlo di una nuova crisi interna. L’oleodotto appartiene alla compagnia Waha, una sussidiaria della compagnia nazionale petrolifera Noc, che dopo l’esplosione ha immediatamente interrotto il pompaggio dal terminale. Il terminale di Al Sider, in Cirenaica, è sotto il controllo politico-militare del generale Khalifa Haftar, e non è lontano da un altro terminale strategico, quello di Ras Lanuf. Insieme rappresentano i principali terminali del greggio libico.

Si calcola che l’export petrolifero libico si ridurrà nell’immediato di 90.000 barili al giorno. Dopo la notizia il prezzo del petrolio è schizzato verso l’alto sui mercati internazionali: il barile di Brent guadagna l’1.73% sul mercato di Londra e si porta a 66.38 dollari, mentre a New York il Wti rialza dell’1,68% a 59.45 dollari. La l’attacco ha soprattutto una valenza geopolitica. La pipeline messa fuori uso è di proprietà della Wafa Oil Co, joint venture tra la National Oil Company (Noc) e i partner americani Hess Corp, Marathon Oil e ConocoPhillips, e collega i pozzi della Cirenaica al terminal di Es Sider, il porto pricipale per l’export di greggio libico, con una capacità di 450mila barili al giorno e grandi depositi di stoccaggio.

Il porto era rimasto bloccato per oltre due anni a e aveva ripreso a funzionare solo da marzo, fornendo un contributo cruciale per far risalire la produzione libica. Artefice della svolta era stato il generale Khalifa Haftar, che alla guida dell’Esercito di liberazione nazionale l’aveva riconquistato insieme a Ras Lanuf e altri due terminal per consegnarlo alla nuova Noc, riunificata dopo lo scisma e riconosciuta sia dalle autorità di Tripoli che da quelle di Tobruk. Nel Paese nordafricano, mai davvero pacificato, la tensione è risalita dopo che il generale Haftar dieci giorni fa ha definito «obsoleto» il governo di Tripoli di Al Serraj, sostenuto daOnu e Italia

, lasciando intendere di volersi candidare alle elezioni.

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