mercoledì 17 luglio 2019

La Russia ritira parte delle forze ma potenzia la base navale di Tartus

La Russia ha completato il ritiro parziale delle forze schierate in Siria, iniziato a metà dicembre, annuncia il ministro della Difesa Sergei Shoigu. Contemporaneamente la Duma, la camera bassa del parlamento russo ha ratificato l’accordo con la Siria sull’ampliamento di parte del porto siriano di Tartus, utilizzato da anni dalla flotta russa. Concessioni particolarmente favorevoli.

“L’ordine di ritirare parte delle forze russe dalla Siria è stato eseguito”, annuncia il ministro della difesa russo Shoigu al presidente Putin. Secondo quanto riportato da diverse agenzie del paese, la Russia ha ritirato le unità di medici militari, un battaglione di polizia militare, 36 cacciabombardieri.
Salvo precisare, per alleati e malintenzionati, che le basi di Hmeimim e Tartus proseguiranno le loro operazioni. Lo scorso 11 dicembre proprio nella base aerea di Hmeimim, provincia di Latakia, sede del comando delle Forze armate russe nel paese, Putin aveva incontrato l”omologo siriano. L’occasione per annunciare che lo Stato islamico era stato completamente sconfitto su entrambe le rive dell’Eufrate.

Tartus, privilegi e oneri

Il 13 dicembre alla Duma, i dettagli dell’accordo. La Russia può avere fino ad undici navi da guerra nel porto contemporaneamente. La Russia gestirà la struttura navale siriana. La Russia ha il diritto di inviare il numero necessario di truppe per mantenere la struttura navale. La struttura navale avrà piena immunità dalla giurisdizione civile e amministrativa della Siria. La proprietà mobile e immobile dell’infrastruttura è immune da perquisizione, sequestro e altri procedimenti. Le truppe schierate nella struttura navale e i loro familiari, godranno dell’immunità e privilegi simili a quelli dei diplomatici. La Siria sarà responsabile della protezione della struttura navale, mentre la Russia garantirà la sicurezza delle frontiere marittime e la sicurezza missilistica.

Siria russa per 49 anni, poi vedremo

La durata dell’accordo è di 49 anni, ma può essere prorogata automaticamente per un periodo di 25 anni nel caso in cui nessuna delle parti invii una notifica scritta all’altra almeno un anno prima della scadenza del termine che annuncia i piani di risoluzione del contratto.
“La ratifica dell’accordo è di importanza strategica”, ha detto il presidente della commissione per gli Affari esteri della Duma di Stato, Leonid Slutsky, in occasione della riunione plenaria della Duma. “La presenza di una struttura navale russa sul territorio siriano è totalmente in linea con gli obiettivi di assicurare la pace e la stabilità regionali, è puramente difensiva e non è rivolta contro altri paesi”.

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