martedì 24 aprile 2018

Yemen e Iraq, i civili il bersaglio, altro che ‘effetti collaterali’

Yemen, 1000 giorni di guerra e 13603 morti fra i civili. Mosul, prezzo di sangue per la liberazione della città dall’Isis tra 9.000 e 11.000 morti
– Associated Press, la Coalizione a guida Usa responsabili per la morte di 3.200 civili
– La Coalizione ha riconosciuto la responsabilità per solo 326 morti.
– 4.000 vittime con assassini ignoti.

Yemen

Da marzo 2015, 35.415 yemeniti sono stati uccisi o feriti negli attacchi aerei sauditi appoggiati dagli Stati Uniti. Secondo le statistiche pubblicate dal ‘Centro legale per i diritti e lo sviluppo’, il numero totale di morti fra i civili ha raggiunto quota 13.603, fra i quali 2.887 bambini, 2.027 donne e 8.689 uomini. Tra i feriti, 21 812 persone, 2 722 sono bambini, 2 233 donne e 16 857 uomini.
Due milioni e seicentocinquantamila altri civili sono stati sfollati dall’inizio di questa guerra.
Il Centro ha sottolineato che il numero di edifici distrutti e danneggiati dagli attacchi della coalizione guidata dall’Arabia Saudita è superiore alle 400mila case e 826 moschee.

Iraq, Mosul

Il prezzo di sangue pagato dagli abitanti di Mosul per la liberazione della città dall’Isis è stato tra i 9.000 e gli 11.000 morti, un numero quasi 10 volte maggiore di quanto riferito finora. Numeri da un’inchiesta della Associated Press, secondo cui le forze irachene o della Coalizione a guida Usa sono responsabili per la morte di 3.200 civili, causate da bombardamenti, raid aerei o colpi di mortaio in 9 mesi, tra ottobre 2016 e la caduta dell’Isis avvenuta nell’agosto scorso.
La Coalizione, che ha affermato di non avere risorse per inviare degli investigatori a Mosul, ha riconosciuto la responsabilità per solo 326 morti.

Uccisori ignoti

Dei quasi 10.000 morti che risultano alla Ap, circa un terzo sono vittime di bombardamenti della Coalizione e un altro terzo sono vittime della violenza frenetica dell’Isis prima della sua sconfitta, mentre non è stato possibile stabilire di chi sia la responsabilità della morte delle altre circa 4.000 vittime, rinvenute in zone e quartieri martellati da bombardamenti aerei, esplosioni innescate dall’Isis e colpi di mortaio lanciati da ogni parte.

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