domenica 18 Agosto 2019

Militari italiani nel Sahel contro il terrorismo

Mini esercito antiterrorismo del Sahel L’impegno italiano in Sahel, novità assoluta senza sussurri e grida anticipatori. L’annuncio a sorpresa del premier Gentiloni al termine della riunione del G5 Sahel a La Celle Saint-Cloud, alle porte di Parigi. «Intervento collegato a diverse campagne militari internazionali, come quella dell’Iraq, dove sono presenti circa 1000 militari ed è […]

Mini esercito antiterrorismo del Sahel

L’impegno italiano in Sahel, novità assoluta senza sussurri e grida anticipatori. L’annuncio a sorpresa del premier Gentiloni al termine della riunione del G5 Sahel a La Celle Saint-Cloud, alle porte di Parigi. «Intervento collegato a diverse campagne militari internazionali, come quella dell’Iraq, dove sono presenti circa 1000 militari ed è possibile che una parte di queste forze non siano più indispensabili nel prossimo periodo». Diverso utilizzo di forze già in campo, sembrerebbe, ma è tutto ancora da conoscere e forse ancora definire.

Sappiamo a sorpresa che già nelle prossime settimane l’Italia inizierà l’addestramento delle forze di sicurezza del Niger che parteciperanno alla forza congiunta del ‘G5 Sahel’, una sorta di unità antiterrorismo composta da militari di cinque paesi, Burkina Faso, Ciad, Mali, Mauritania e Niger. Essere presenti tra i Paesi che sostengono la coalizione del Sahel «è un interesse nazionale oltre che europeo», ha spiegato il Presidente del Consiglio alla conclusione del vertice con Merkel e Macron.

Sulla stessa linea Angela Merkel. «Non possiamo permetterci di aspettare, il terrorismo islamico si propaga rapidamente, e affrontare questa sfida è più che mai urgente», ha detto la cancelliera tedesca, prima di correre a Berlino per la formazione del governo tedesco. Una anticipazione nel summit dell’Eliseo dello scorso agosto, quando il presidente francese ha annunciato «un piano d’azione a breve termine molto rapido» per la gestione dei flussi migratori verso la Libia.

A quell’incontro e oggi, anche i capi di Stato di Niger e Ciad. Dal Sahel proviene circa l’80% dei migranti che raggiungono le coste italiane. «Oggi è una giornata importante: si rafforza una causa che è decisiva per la stabilità di tutti noi», ha detto Gentiloni. Nelle prossime settimane – ha annunciato – dopo l’approvazione del Parlamento, «Cominceremo con una missione di addestramento delle forze nigeriane che parteciperanno alla forza congiunta del G5 Sahel».

L’obiettivo dei paesi europei è mettere le forze di sicurezza degli Stati di transito dei migranti nelle condizioni di arginare l’ondata di persone che puntano a raggiungere l’Europa e di intercettare le minacce di tipo terrorista. L’impegno è sul piano dell’addestramento ma non solo. Dal 2014 esiste ‘Force G5 Sahel’, unità antiterrorismo composta da militari dei cinque paesi africani coinvolti. Ma chi paga? Per adesso Francia, Germania, Unione Europea, Unione Africana e G5 Sahel hanno messo 110 milioni, ma per un’armata di almeno 10mila uomini ne servono almeno 500.

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