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lunedì 27 Gennaio 2020

Saakashvili, georgiano d’avventura, arrestato in Ucraina

Si spacca sempre più il fronte filo-occidentale in Ucraina. Poco più di tre giorni e di nuovo in manette Mikheil Saakashvili con l’accusa di tentato golpe sostenuto dalla Russia, un tempo acerrima nemica. Ex presidente della Georgia cacciato dal suo Paese e adottato dall’Ucraina per la sua ostilità assoluta alla Russia, litiga anche in Ucraina e si fa cacciare, poi rientra clandestinamente, si nasconde, scappa sui tetti, fugge dalla polizia e si fa arrestare due volte in una settimana.  L’ex presidente georgiano dopo la rottura con l’amico Poroshenko ha anche perso la cittadinanza ucraina.

La fuga di Mikheil Saakashvili, è durata poco più di tre giorni. L’ex presidente georgiano ed ex patriota del nuovo costo ucraino, è stato arrestato dalla polizia di Kiev nell’appartamento di un amico. In manette già la scorsa settimana, il rivale dell’attuale presidente ucraino Petro Poroshenko è accusato di complicità nel presunto piano per sovvertire l’ordine costituzionale ucraino da parte delle “forze pro-Cremlino”.
Accusa in aperta contraddizione con una vita di ostilità anti russa.

E proprio nella piazza di Kiev, simbolo della cacciata del presidente filorusso Viktor Yanukovich, si svolgerà una manifestazione per la liberazione di Saakashvili.

La passionaria Yulia Tymoshenko

Forte della vicinanza politica di Yulia Tymoshenko e del sindaco di Leopoli Andriy Sadovyi, Saakashvili ha annunciato uno sciopero della fame, ed esorta a manifestare pubblicamente il dissenso nei confronti del presidente e chiede l’impeachment per Poroshenko in passato suo alleato, oggi suo peggior nemico.

L’accusa mossa da Kiev è di un tentato golpe. Secondo la procura, Saakashvili avrebbe incassato 500.000 dollari dall’oligarca russo Sergey Kurchenko, uomo vicino al deposto presidente Yanukovich, anche lui fuggito in Russia dopo la rivolta di Maidan. L’obiettivo sarebbe stato quello di finanziare le proteste di questi giorni contro Poroshenko e «ribaltare il regime costituzionale». Il tutto con la regia del Cremlino.

Saakashvili era statob arrestato una settimana fa riuscendo però a farla franca in un modo molto particolare. Quando i servizi segreti hanno fatto irruzione a casa, Saakashvili è salito sul tetto per poi minacciare il suicidio. Una volta arrestato, viene subito liberato da un centinaio di seguaci che prendono d’assalto la camionetta in cui si trovava il personaggio.
L’ex presidente georgiano filo-americano che al momento è accusato di essere copertamente filo-russo, rischia 5 anni di reclusione e l’estradizione in Georgia dove è accusato di abuso di potere e appropriazione indebita.

Il paradosso di Saakashvili, privato della cittadinanza georgiana per le accuse di frodi in Patria, è diventato ucraino grazie a Poroshenko che l’aveva perfino nominato governatore della regione di Odessa. Nemmeno un anno e mezzo e il leader di Tbilisi ha rotto con Poroshenko, lasciato l’incarico, ha fondato un suo partito di opposizione, e da quel momento sono iniziati i problemi.
Il presidente ucraino gli ha ritirato la cittadinanza mentre l’ex georgiano si trovava all’estero. Apolide senza patria, Saakashvili rientra in Ucraina forzando il confine dalla Polonia con un centinaio di sostenitori che hanno aggredito le guardie di frontiera.

Carcere, estradizione e processo in Georgia, queste sembra la road map prevista da Poroshenko. La parola fine a questa storia di potere è difficile che possa arrivare senza nuovi colpi di scena.

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