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mercoledì 16 Ottobre 2019

Divorzio consensuale GB Ue, accordo su alimenti e figli

La trattativa nella notte. – Diritti, «I diritti dei cittadini comunitari e del Regno Unito ospiti, rimarranno tali anche dopo Brexit».
– Soldi, «Il Regno Unito ha accettato di rispettare gli impegni presi a Ventotto».
– Figli, «Sul fronte irlandese, il Regno Unito ha ammesso la situazione unica sull’isola d’Irlanda e ha preso impegni significativi per evitare un confine invalicabile (hard border)».

May: Stessi diritti per cittadini Ue e Gb
Juncker: Raggiunta una intesa equa

Dichiarazioni concitate e pochi dettagli.
Cosa sappiamo per ora, dalle dichiarazioni concitate e ‘politiche’ dei due vertici al mercato divorzile delle Brexit.
Diritti
«I diritti dei cittadini comunitari residenti nel Regno Unito e britannici nell’Unione rimarranno tali anche dopo Brexit».
Irlanda
«Il Regno Unito ha ammesso la situazione unica sull’isola d’Irlanda e ha preso impegni significativi per evitare un confine invalicabile».
Soldi
«Il Regno Unito ha accettato di rispettare gli impegni presi a Ventotto».

Esame il 14, 15 dicembre

L’accordo tra Ue e Gran Bretagna, sarà sottoposto al vertice Ue del 14-15 dicembre.
La premier britannica e il presidente della Commissione europea hanno siglato un documento di 15 pagine che fa il punto della situazione e indica ai negoziatori il percorso per una seconda fase di colloqui. Ancora lontani dal tornare scapoli/nubili.
Ora i negoziati sul ‘periodo di transizione’ che la Gran Bretagna ha chiesto di due anni, arco di tempo in cui vuole rimanere membro dell’Unione doganale e del mercato interno. Da devìfinire soprattutto a quali condizioni.
Il Financial Times definisce quello raggiunto “un accordo storico”.
Londra è chiamata a sborsare dai 40 ai 60 miliardi di euro e a garantire diritti speciali per 4 milioni di europei. L’intesa, scrive FT, apre la strada ai negoziati commerciali.

Per Theresa May momento difficile

Circondata da tutti i lati, la primo ministro deve fare i conti con la risicata maggioranza che sostiene il suo governo (l’atteggiamento rigido del partitino unionista del Dup sul decisivo quanto spinoso dossier irlandese), e soprattutto col suo Partito Conservatore, diviso fra ‘pragmatici’ (compromesso con Bruxelles), ed euroscettici ‘duri e puri’ (far saltare il banco di fronte ‘concessioni’ eccessive).
Ed entrambi i gruppi hanno i numeri per essere determinanti e far cadere il debole governo May.
Alla Camera dei Lord c’è chi, specialmente dai banchi laburisti, inizia a far congetture su un rinvio della scadenza della Brexit fissata il mese passato da Theresa May per ‘le 23 del 29 marzo 2019’, con orario ferreo. Ma senza considerare che da qui ad allora a Downing Street 10 ci potrebbe essere qualcun altro. Con sempre più forti probabilità.

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