lunedì 18 dicembre 2017

Corea del Nord, gli intrecci segreti e l’Italia

La Corea dei Kim stremata dalla fame, isolata dal mondo e piegata dalle sanzioni internazionali. Vero falso? Francesco Radicioni scrive da Bangkok su la Stampa di uno scenario molto diverso da quanto ci raccontano molte cancellerie occidentali che praticano ufficialmente l’embargo più severo mai deciso al mondo.
Anche l’Italia è base attraverso cui Pyongyang ha accesso al sistema finanziario internazionale, nota l’ultimo report delle Nazioni Unite. L’ambasciata della Corea del Nord all’Eur.

«Regno eremita» con tentacoli

Sulla Corea del Nord mai fidarsi di nulla. Non credere troppo delle minacce di Kim Jong-un ma neppure sottovalutarle, ma non fidarsi neppure quando replicano i suoi moltissimi nemici. Una Corea del Nord lontana dallo stereotipo che la descrive come il «Regno eremita», scrive Francesco Radicioni su La Stampa. Che bada subito alla sostanza i numeri: la Repubblica Popolare Democratica di Corea ha relazioni diplomatiche con 164 paesi, 24 ambasciate e 47 rappresentanze all’estero, Italia compresa.
Una villetta in una strada nascosta del quartiere Eur a Roma con la bandiera nord-coreana, l’ambasciata della Repubblica di Corea, una delle sette in Europa, Italia tra i pochi Paesi privilegiati. Ci lavorano 4 funzionari accreditati anche alla Fao. La Farnesina ha però interrotto la procedura di accreditamento dell’ambasciatore, che da metà ottobre non risulta più a Roma.

 

Il senatore Razzi, noto sostenitore della Corea del Nord

Tutti i Paesi con cui Kim fa affari

L’Onu svela le relazioni economiche e diplomatiche di Pyongyang con l’Europa e il resto del mondo, e alcune della vie che la Corea del Nord usa per eludere le sempre più severe sanzioni del Consiglio di Sicurezza. Le condanne internazionali per il programma nucleare e missilistico, e le aziende di facciata e rappresentanze diplomatiche all’estero per finanziare il regime.
In Africa, Pyongyang ha sviluppato una solida rete di amicizie dagli anni della Guerra Fredda. Tanzania, Angola, Namibia, Repubblica Democratica del Congo, Mozambico, Uganda conservano una solida amicizia con Kim Jong-un.
Di vecchia data le relazione tra Corea del Nord e il Medio Oriente dove Kim ha salde relazioni militari con Iran, Siria, Libia e Yemen. Da decenni Israele denuncia relazioni militari tra Pyongyang e Iran, Siria, Libia, Egitto, Yemen. Tecnici nord-coreani avrebbero fornito know how e componenti per lo sviluppo dei programmi nucleari e missilistici di Teheran e Damasco.

Bandiere ombra e triangolazioni

Una delle tecniche consolidate nel mondo per traffici clandestini l’uso di cargo battenti bandiere dib comodo, Stati semi ignoti, cariche fasulle e destinazione finale incerta. Storia lontane si una nave partita da Cuba e diretta in Corea del Nord sequestrata a Panama con 240 tonnellate di armi di epoca sovietica: poco più che ferri vecchi, sostenne il governo de L’Avana. Più recente, estate 2016, 30mila lanciagranate intercettate nel canale di Suez.
La guerra civile in Siria è stata una miniera d’oro per Kim: cargo carichi di armamenti hanno viaggiato sulle rotte tra Asia e Medioriente, spesso in triangolazione con Cina o Malesia. Il panel Onu indaga su armi chimiche e convenzionali, oltre che sul programma di missili balistici di Damasco. Non solo. La Corea del Nord avrebbe fornito armi e assistenza logistica – come nella costruzione di tunnel – a gruppi come Hezbollah e Hamas.

Lavoratori-schiavi nord coreani

Migliaia, ci dice la Stampa, i ‘lavoratori-schiavi nord-coreani’, fonte preziosa di valuta per il regime di Kim, impiegati nel settore delle costruzioni in vari paesi del Golfo e nel Sud-est asiatico. È stata la Corea del Nord a costruire per 24 milioni di dollari un museo ad Angkor Wat in Cambogia, e in tutte le capitali della regione è ben visibile la catena di ristoranti «Pyongyang». Al centro dei traffici della Corea del Nord nel Sud est asiatico c’è la Malesia, aperta senza visto ai nordcoreani. Relazione solo parzialmente incrinata dall’omicidio di Kim Jongnam, il fratellastro del leader avvelenato mentre stava per imbarcarsi dall’aeroporto della capitale malese. Con la complicità d’intermediari e società di comodo registrate a Singapore, Hong Kong e Macao, la Corea del Nord riuscirebbe a riciclare denaro.

Money Transfer

Il canale commerciale e finanziario principale della Corea del nord Passa per la Cina: circa il 90% degli scambi commerciali del regime, è la valutazione internazionale, ma non è il solo canale per eludere le sanzioni
Milioni e milioni di dollari che transitano da conti correnti attraverso uno schema finanziario intricato – in cui sono coinvolte anche società occidentali – che consente di far perdere le tracce dell’identità delle banche nord-coreane coinvolte, e di finanziare il regime.
L’Europa non è estranea a certe operazioni. I diplomatici Pyongyang sfruttano la burocrazia per comprare appartamenti e aprire conti correnti in istituti di credito europei.
Anche l’Italia è una base attraverso cui Pyongyang ha accesso al sistema finanziario internazionale, scrive l’ultimo report delle Nazioni Unite.

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