lunedì 18 dicembre 2017

Migliaia i combattenti Isis liberati in Siria e diretti in Europa

Dettagli e cifre del The Times di Londra. Centinaia, forse migliaia di combattenti dello Stato islamico hanno sfruttato un accordo con i curdi e con l’appoggio americano per fuggire dalla Siria.
Ora la rivelazione di altri due accordi segreti e liberazioni tenute segrete. Molte centinaia di loro stanno utilizzando le rotte del contrabbando per entrare nell’Europa continentale.

Thousands of Isis fighters fled besieged towns in Syria
Migliaia di combattenti dell’Isis fuggiti dalle città assediate in Siria

Il quotidiani londinese, allarmato, insiste sull’argomento da due giorni. Ieri la notizia di allarme dalla Turchia di combattenti del califfato pronti a colpire l’Europa. Centinaia di combattenti dello Stato islamico -scriveva Times– hanno sfruttato un accordo con i soldati curdi e con l’appoggio americano per fuggire dalla Siria, utilizzando rotte di contrabbando per entrare nell’Europa continentale. Molti di loro erano jihadisti europei. Da allora, a dozzine, sono stati catturato cercando di attraversare il confine in Turchia. E in un’intervista col Times, uno degli arrestati spiega come quei foreign fighters avevano sfruttato le consolidate rotte di contrabbando in Turchia. ‘Many of the escaping fighters bribed their way out of the evacuation convoys and made their way towards Turkey‘.

The American version of events minimised the number of Isis fighters who escaped
La versione americana degli eventi ha ridotto al minimo il numero di combattenti Isis fuggiti

Oggi, versione aggiornata, un funzionario di alto livello con le forze sostenute dall’Occidente in Siria, Talal Silo, ex portavoce delle forze democratiche siriane (SDF), svela ad Anadolu, Agenzia di stampa statale della Turchia, due ulteriori accordi di evacuazione organizzati durante il progressivo collasso del cosiddetto califfato. È accaduto a Tabqa, città sull’Eufrate. A circa 500 jihadisti era stata concessa un’uscita sicura a maggio. Altro episodio a Manbij, vicino al confine turco nella provincia di Aleppo, conquistato dalla forze curdo americane  nell’agosto 2016. Lì, a 2000 combattenti dell’Isis fu permesso di partire, protetti da scudi umani. Il colonnello Chris Garver, portavoce della coalizione guidata dagli Stati Uniti, aveva detto di 100, 200 combattenti ex Isis a cui era stato permesso di andarsene.

The SDF were obliged to negotiat the safe exit of 500 terrorists …
I SDF furono obbligati a negoziare l’uscita sicura di 500 terroristi …

La testimonianza di Silo aggiunge peso al racconto fatto al Times da un disertore dell’Isis sulle centinaia di combattenti del Califfato lasciti liberi volontariamente dalla forze curdo-americane in campo. Sempre Talal Silo racconta anche di miliziani del califfato, evacuati dalla forze alleate che avevano pagato tangenti per fuggire dai convogli e spostarsi verso la frontiera turca. Lui stesso, Talal Silo, ex portavoce, ha lasciato l’SDF ed è fuggito in Turchia il mese scorso, apparentemente a causa della vicinanza del gruppo al PKK. Rivelazioni che arrivano dalla dalla Turchia, lettura che coincide con interessi nazionali turchi in chiave anti curda, ma assieme conferma di analoghe rivelazioni da altre fonti con lettura finale meno sospetta. Quel via vai di jiadisti dalla Siria all’Europa c’è, ora sulla via del ritorno, e la sua dimensione si svela molto maggiore di quanto ammesso.

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