lunedì 18 dicembre 2017

Disgrazie ucraine, Saakashvili dalla Georgia, eredità Soros

Ucraina, arrestato e poi liberato l’ex presidente georgiano Mikheil Saakashvili, anche lui figlio delle ‘rivoluzioni arancioni’ promosse dallo schieramento occidentale, e attuale ospite scomodo dello sfortunato Paese lacerato da opposti estremismi.
Tafferugli tra polizia e sostenitori a Kiev, davanti all’abitazione del politico che è stato fermato dalle forze dell’ordine dopo aver minacciato di gettarsi dal tetto. Poco dopo Saakashvili è stato liberato con un blitz dei suoi. Futuro comunque incerto

La saga dell’ex presidente georgiano

Personaggio ineffabile, figlio non troppo riuscito delle cosiddette ‘rivoluzioni arancioni’ o variamente fiorite che il vecchio schieramento anti comunista occidentale ha gestito, tra servizi segreti e interessati aiuti privati, modello Soros, per citare un ‘reo confesso’ in Ucraina. Il tutto ora, in chiave antri russa. Allora fu la cacciata di Shavarnadze in Georgia, e poi ‘Otpor’ in Serbia, e poi, andata male in Bielorussia, meglio in Ucraina, ma sino a un certo punto. Ora, verso un epilogo quasi caricaturale nella tormentata Kiev dove l’ex premier georgiano s’era rifugiato con promesse di gloria e ora si batte per non finire in galera.

Una giornata rocambolesca per Mikhail Saakashvili. Dopo essere salito sul tetto della sua abitazione per protesta contro le perquisizioni della polizia, l’ex presidente georgiano è stato arrestato e subito dopo liberato da un blitz dei suoi sostenitori. Saakashvili, ‘l’uomo dalle mille vite’, lo definisce su Repubblica Rosalba Castelletti. L’ex presidente georgiano ed ex eroe della Rivoluzione delle Rose del 2003, ex governatore della Regione ucraina di Odessa, ex tutto, cacciato da Tblisi e a Kiev inventato oppositore del presidente ucraino Petro Poroshenko. Nomade “senza patria”, e forse con altre carenze personali.

L’accusa che gli rivolge Kiev e di ‘tentativo di abbattimento del regime costituzionale’. Agenti a volto coperto avevano fatto irruzione in casa sua a Kiev. Mikhail Saakashvili si era arrampicato sul tetto spiovente minacciando di buttarsi giù. Saakashvili aveva accusato il suo ex alleato Poroshenko di essere un “ladro e un traditore”. Infine era stato arrestato e caricato su un van che però è rimasto intrappolato per ore nel centro della capitale ucraina dai suoi sostenitori in rivolta che infine sono riusciti a liberarlo. Da vedere per quanto. Giochi molto pericolosi a questo punto.

Una vita di giravolte e colpi di scena. Dopo essere stato presidente della Georgia dal 2004 al 2013, era stato nominato da Kiev governatore d’Odessa nel 2015 proprio da Poroshenko. Le tensioni tra i due erano iniziate lo scorso novembre quando Saakashvili aveva rassegnato le dimissioni dopo appena 18 mesi in carica denunciando che la corruzione al potere era così radicata in Ucraina da non riuscire a lavorare con efficacia. Poroshenko, per tutta risposta, lo scorso luglio gli aveva revocato la cittadinanza lasciandolo senza patria, visto che Tblisi lo aveva già privato di quella georgiana.

Il 10 settembre, dopo una serie di peregrinazioni, Mikhail era però riuscito a rientrare in Ucraina e aveva subito lanciato la sfida al suo ex patrocinatore Poroshenko, mettendosi a capo del neonato “Movimento delle forze nuove” e promettendo di unire l’opposizione in vista delle presidenziali del 2019. Per alcuni Saakashvili è diventato il paladino della lotta anti-corruzione, per altri è solo un teatrante senza sostanza. Ed è inviso nella sua stessa patria, la Georgia, che ne ha chiesto l’estradizione per abuso di potere e appropriazione indebita, presunti crimini risalenti alla sua presidenza.

Il Cremlino, contro cui Saakashvili si schierò nel 2008, dal canto suo segue la vicenda ‘con interesse e meraviglia’ [segretamente gongolando è la traduzione del diplomatichese NdR], ha detto il portavoce Dmitrij Peskov. «Per Kiev questo è un vero e proprio mal di testa, cose del genere non si augurano nemmeno a un nemico». Umorismo post sovietico.

 

SAAKASHVILI IL GIORNO DOPO

 

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