lunedì 18 dicembre 2017

Yemen, ucciso l’ex rais Ali Saleh, guerra interna alla rivolta

Guerra civile nella guerra civile. L’ex presidente yemenita Ali Abdullah Saleh è stato ucciso oggi mentre provava a fuggire da Sana’a. L’ex uomo forte del Paese è stato eliminato dai ribelli houthi sino a ieri suoi alleati.
La rottura col suo riavvicinamento all’Arabia Saudita, e da 48 ore l’ordine alle sue milizie di combattere gli houthi che controllano buona parte della capitale.

Guerra civile nella guerra civile. L’alleanza fra l’ex presidente Ali Abdullah Saleh e i ribelli sciiti Houthi si è rotta e nello Yemen ora si combatte una doppia guerra. Gli scontri sono concentrati nella capitale Sanaa e nei dintorni. I morti nel fine settimana sarebbero almeno 200, compresi alcuni civili, vittime dei raid dell’Arabia Saudita, che appoggiavano Saleh nella speranza che potesse cacciare gli Houthi dalla capitale. Si è combattuto vicino all’aeroporto, nei palazzi governativi che erano controllati dagli uomini dell’ex presidente, attorno alle sue residenze.

La svolta la settimana scorsa quando Saleh, che aveva combattuto gli ultimi tre anni insieme agli houthi, giovedì scorso aveva annunciato di aver riaperto il dialogo con l’Arabia Saudita, e da 48 ore aveva dato ordine alle sue milizie di combattere contro gli houthi che controllano buona parte della capitale. Quegli stessi ribelli che stamattina hanno attaccato l’ex presidente e poi diffuso un video in cui viene mostrato quello che loro identificano come il cadavere di Saleh. Il corpo è avvolto in una coperta e viene caricato a bordo di un pickup dai militanti che esultano per la sua uccisione.

Secondo le versioni fornite dai combattenti, poi ripresa da diversi canali, il convoglio di Saleh sarebbe stato intercettato e fermato mentre tentava di lasciare la città in seguito all’esplosione dell’abitazione dell’ex presidente. Sono stati i media iraniani (l’Iran è alleato degli Houthi) e la radio di Sana’a controllata dai ribelli ad affermare per primi che si trattava proprio del cadavere di Saleh, forse morto nell’esplosione oppure colpito da un cecchino. Infine la conferma dallo stesso partito dell’ex presidente. “Ali Abdallah Saleh è stato ucciso”, ha riferito la tv araba al-Arabiya.

Le parti in campo e il massacro

Negli ultimi giorni gli aerei della coalizione saudita hanno bombardato le postazioni houthi nell’ area di Sana’a, appoggiando le truppe di Saleh. Suse van Meegen, una dirigente dell’organizzazione umanitaria “Norwegian Refugee Council”, presente a Sana’a, ha detto all’agenzia Ap che i nuovi combattimenti e i raid hanno “completamente paralizzato le operazioni umanitarie”. In pochi giorni solo a Sana’a i morti sarebbero almeno 250. Secondo l’ONU, dall’intervento saudita nel 2015 nello Yemen sono state uccise almeno 8670 persone. Solo da aprile i morti accertati sarebbero 2211.

Gli Houthi, appartenenti al ramo zaidita dello sciismo, sono appoggiati dall’Iran. Il presidente Mansour Hadi è invece sostenuto da una coalizione di una trentina di Paesi sunniti, anche se soltanto tre partecipano alla guerra sul terreno: Arabia Saudita, Emirati, Sudan. Il fronte di Mansour Hadi controlla Aden e gran parte del Sud, gli Houhti quasi tutto il Nord. L’Arabia Saudita ha accusato Teheran di inviare componenti missilistiche e altre armi ai ribelli, aggirando l’embargo che stringe lo Yemen del Nord da terra e dal mare. Embargo saudita sugli aiuti umanitari, la contro accusa.

Potrebbe raggiungere la cifra folle di un milione entro la fine dell’anno il numero delle persone colpite dal colera in Yemen. Allarme di ‘catastrofe umanitaria’ del Comitato internazionale della Croce Rossa e di Medici Senza Frontiere. Sino a settembre erano sono stati registrati 750.000 casi sospetti di colera, con 2.119 morti. Che la situazione nel Paese, stremato da due anni di bombardamenti aerei indiscriminati della coalizione araba guidata dall’Arabia saudita, fosse drammatica lo avevano denunciato, già a giugno, molte organizzazioni umanitarie, che avevano definito quella dello Yemen “la più grave epidemia al mondo”.

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