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martedì 19 20 Novembre19

Dasaparecidos e i ‘voli della morte’, ergastoli alla dittatura argentina

Argentina e desaparecidos, condannati all’ergastolo i piloti dei “voli della morte”. Storica sentenza contro 48 ufficiali della dittatura.
Processo alla famigerata Escuela mecanica della Marina trasformata in un centro di tortura. Tra i condannati per sequestri, torture e omicidi c’è Alfredo Astiz, soprannominato l’«angelo della Morte». Nel 1977 si infiltrò tra le Madres di plaza de Mayo, le donne in cerca dei figli desaparecidos. Tre fondatrici dell’associazione, tra cui Esther Ballestrino, amica di Papa Francesco, due monache francesi e altri 7 attivisti vennero rapiti e uccisi.

La storia ieri

Ventiquattro marzo 1976. Tutto finì all’una di notte, quando il generale José Rogelio Villareal disse a Isabel Martínez de Perón: «Signora, le Forze armante hanno preso il controllo politico del Paese. Lei è in arresto».

Il controllo del Paese fu assunto da una triade di comandanti: il tenente generale Jorge Rafael Videla, l’ammiraglio Emilio Eduardo Massera e il generale di brigata Orlando Agosti.
Fu il maggior genocidio nella storia del Paese: 30 mila desaparecidos e 500 bambini rubati, secondo le madri di Plaza de Mayo, 7/8 mila morti ammazzati secondo lo stesso Videla, che già nel 1977 aveva dichiarato: «In ogni guerra ci sono persone che sopravvivono, altre che rimangono invalide, altre che muoiono e altre che spariscono. L’Argentina è in guerra e la sparizione di alcune persone è una conseguenza non desiderata di questa guerra».

Imputati e condannati,

La storia oggi

Urla di gioia, abbracci, lacrime di gioia dei familiari di quei desaparecidos mai scomparsi dai loro cuori. Il giudice ha appena finito di leggere la sentenza che ha condannato 48 imputati per i crimini commessi durante la dittatura argentina: 29 ergastoli, 19 condanne dagli 8 ai 25 anni. Sentenza storica, dopo cinque anni di udienze, nel più importante processo contro la dittatura.
La maxi causa dell’Esma, la famigerata Escuela mecanica della Marina trasformata in un centro di tortura.

Tra i condannati per sequestri, torture e omicidi c’è Alfredo Astiz, soprannominato l’«angelo della Morte», già in carcere per un precedente ergastolo. Nel 1977 si infiltrò tra le Madres di plaza de Mayo, le donne in cerca dei figli desaparecidos, fornendo informazioni all’intelligence. Tre fondatrici dell’associazione, tra cui Esther Ballestrino, amica di Papa Francesco, due monache francesi e altri 7 attivisti vennero rapiti e uccisi.

Ma la condanna che passerà alla storia è quella contro Mario Daniel Arrù e Alejandro Domingo D’Agostino, due piloti dei cosiddetti «voli della morte». Un metodo di sterminio con cui la dittatura uccise 4 mila persone. I prigionieri politici venivano drogati, prima di essere caricati ancora vivi seppur malridotti dopo innumerevoli sevizie, nel Rio de la Plata. Purtroppo molti altri colpevoli non sono mai stati processate. Come Julio Verna, ex medico che anestetizzava col Pentotal gli oppositori prima dei «voli della morte».

Historias Desobedientes

I figli che rompono il patto del silenzio dei padri militari. «È spaventoso pensare che mio papà impugnasse gli elettrodi per la tortura con le stesse mani con cui mi accarezzava», racconta Analía, 34 anni, figlia di Eduardo Kalinec. Per tutti il Dottor K, uno dei più feroci aguzzini, condannato all’ergastolo nel 2010. «All’inizio non sapevo, poi non volevo vedere, alla fine ho aperto gli occhi», spiega Analia.

Nessuno dei militari si è pentito, né ha aiutato a trovare le fosse comuni dei desaparecidos. «“Io ho difeso la patria”, ripeteva mio padre», dice Analia. Il suo coraggio è stato un affronto imperdonabile per la famiglia. «Tutti hanno smesso di parlarmi per difendere il papà». Ma non si è pentita. «Io la notte dormo serena, mio padre deve prendere sonniferi per zittire i fantasmi che lo tormentano».

Il generale Jorge Rafael Videla

Videla, i rosari e le vergogne incrociate

Videla, morto nel 2013, da ultracattolico recitava il rosario tutti i giorni in una cella comune nella località di Marcos Paz, a 45 chilometri da Buenos Aires dove è rimasto insieme a decine di ex militari condannati per violazioni contro i diritti umani, sino alla fine della sua vita.

Videla fu deposto dal generale Leopoldo Galtieri, a sua volta fatto cadere lo stesso anno da Roberto Eduardo Viola, che fu infine sostituito da Reynaldo Bignone nel 1982, l’ultima giunta militare prima del ritorno alla democrazia parteciparono generali, burocrati, grandi imprenditori, la Banca centrale argentina, perfino la Chiesa cattolica, con sospette collusioni e qualche parziale ammissione di aver saputo.

Una guerra finanziata da una parte dagli Stati Uniti di Kissinger, che diedero molti soldi alle organizzazioni paramilitari di destra per rovesciare il governo peronista a favore della giunta militare, con la quale ebbero sempre ottimi rapporti economici. Silenzi complici anche da Cuba, secondo le dichiarazioni choc, nel 2011, rilasciate da un nipote di Guevara, Martín.

LA TRAGICA DITTATURA ARGENTINA

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