Privacy Policy
mercoledì 16 Ottobre 2019

Stari Most, ponte ottomano, cannonate cristiane

Suicidio davanti ai giudici del tribunale Onu che lo condanna per crimini di guerra. Slobodan Praljak, l’uomo che comandò il bombardamento e la distruzione del Ponte vecchio, lo Stari Most simbolo plurisecolare della città di Mostar e della sua convivenza tra culture, nell’Erzegovina bosniaca. Ma noi qui parliamo dello Sari Most

Lo Stari Most, a unire le alte e scoscese sponde del fiume Neretva venne commissionato dal sultano Solimano il Magnifico nel 1557, per rimpiazzare un vecchio ponte sospeso di legno. Il ponte in pietra venne ultimato nove anni dopo. Un’iscrizione sul ponte dice che i lavori finirono nel 974 del calendario islamico, corrispondente ad un periodo compreso fra il 19 luglio 1566 e il 7 luglio 1567. Della costruzione del ponte si sa poco o nulla, tutto ciò che resta si confonde nelle leggende locali; si conosce però il nome del costruttore, Mimar Hayruddin, un discepolo del celebre architetto ottomano Sinan.

Essendogli stato ordinato di costruire un ponte di dimensioni senza precedenti, pena la morte, egli si preparò per il suo funerale il giorno stesso in cui l’impalcatura veniva tolta dalla struttura appena completata, incerto sulla tenuta dell’ardita costruzione sino ad allora mai tentata. Ponte a schiena d’asino, largo 4 metri e lungo 30, che supera il fiume da un’altezza di 24 metri. Invece che su fondamenta, l’arco del ponte poggia su due ‘piedritti’ collegati a muri lungo gli argini del fiume. Audacia costruttiva ancora oggi. L’arco era protetto da due torri, ‘Helebija’ a nord est, e Tara a sud ovest, le due ‘mostari’, le custodi del ponte.

Alcune cose storiche e soluzioni tecniche di quella incredibile realizzazione restano sconosciute, come per esempio il metodo utilizzato per erigere l’impalcatura, e come fece a rimanere in piedi per un periodo così lungo, oppure il metodo utilizzato per trasportare le pietre -la ‘tenelija’ locale- da una parte all’altra del fiume. Si ritiene comunemente che lo Stari Most fosse il ponte a singolo arco più grande del suo tempo, che lo rende -lo rendeva- uno dei capolavori architettonici dell’umanità. Il ponte venne distrutto dalle forze croato-bosniache nel corso della guerra in Bosnia, il 9 novembre 1993.

Il ponte, incluso recentemente nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità, venne ricostruito sotto l’egida dell’UNESCO. Le sue 1.088 pietre -quelle necessarie a sostituire i blocchi originali andati distrutti, vennero lavorate secondo le tecniche medievali. Il lavoro di ricostruzione è costato circa 12 milioni di euro finanziati da aiuti internazionali. L’Italia è stata tra i maggiori finanziatori. Lo Stari Most è stato riaperto il 22 luglio 2004 e celebrato come simbolo di riconciliazione fra le comunità cristiane e musulmane dopo gli orrori della guerra. Il nuovo ponte c’è, la riconciliazione no.

IL PONTE DI MOSTAR
NELLA GUERRA DI BOSNIA

Potrebbe piacerti anche