La tv di Stato di Pyongyang annuncia trionfante: «Ora siamo una potenza nucleare e possiamo colpire tutto il territorio degli Stati Uniti». Antica pratica di millanterie dalla Corea del Nord, ma questa volta potrebbero aver detto quasi la verità. Per gli specialisti avversari quello lanciato dalla Corea del Nord la notte scorsa è un nuovo modello di missile intercontinentale, Hwasong-15. Il razzo, il più potente tra quelli sperimentati finora, ha raggiunto un’altitudine di oltre 4.000 chilometri volando per circa 50 minuti, un nuovo primato, ma è una pessima gara. «Regolando la traiettoria potrebbe arrivare fino a Washington e a tutta la costa orientale americana», sostengono gli esperti della Union of Concerned Scientists.
«È una minaccia e ce ne occuperemo», ha detto ieri sera con i giornalisti Donald Trump, che quando non strepita fa più paura. Una telefonata con il premier giapponese Abe. E la strana dichiarazione congiunta: «la Corea del Nord ha compromesso la propria sicurezza». Vuol dire che l’ha fatta troppo grossa? Al momento, ha rincorso il segretario di stato Rex Tillerson, gli Usa ritengono che le “opzioni diplomatiche” per risolvere la crisi restino sul tavolo. E ulteriori sanzioni oltre quelle Onu. «Compreso il diritto di proibire il traffico marittimo che trasporta beni verso e dalla Corea del nord». Assedio per fame. Intanto la Corea del Sud ha effettuato un’esercitazione missilistica difensiva per rispondere a Pyongyang.
Per il ministro della Difesa americano, James Mattis, l’Icbm, il missile balistico di oggi, il 15esimo dall’inizio dell’anno, è il più potente mai lanciato da Pyongyang ed è in grado di colpire tutti gli Stati Uniti e l’Europa, se sparato verso ovest. Benché infatti il missile sia caduto a soli 1.000 chilometri di distanza dalla base di lancio e a 250 km dalle coste occidentali giapponesi, anche questa volta – secondo Fox News – ha seguito in 50 minuti di volo una traiettoria quasi completamente verticale che l’ha portato a superare i 5.000 chilometri di quota all’apogeo, mentre normalmente il picco della parabola seguita dagli Icbm è in media di 1.200 chilometri. Rettificando la traiettoria si tratterebbe di un missile in grado di colpire ovunque.
La tecnica di lancio quasi verticale è un modo usato da Pyongyang già a luglio per dimostrare di avere la capacità di colpire a enormi distanze, anche 14.000 chilometri, ma senza farlo praticamente per non scatenare una guerra. In sintesi oggi Kim Jong-un ha lanciato a Trump il più potente avvertimento di sempre. Dopo due mesi di calma, Kim mostra nuovamente i muscoli. Probabile risposta alla decisione Usa di inserire la Corea del Nord nella ‘black list’ degli stati che sostengono il terrorismo internazionale. Washington e Pyongyang ai ferri corti da tempo, senza che nessuno a quanto pare, abbia idea di come uscirne senza una guerra devastante. L’escalation del regime coreano per sopravvivere. Ma sta sfiorando pericolosamente l’eccesso di minaccia.