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giovedì 14 20 Novembre19

Ex Blackwater, mercenari a caccia di migranti

‘Contractors’ per fermare i migranti dalla Libia. Lo propone Erik Prince, fondatore della compagnia militare privata Blackwater. Appalto a una frazione di quello che l’Europa spende per intercettarli nel Mediterraneo. Proposta-provocazione dell’imprenditore delle guerre con tifosi oscuri in Europa

Erik Dean Prince è l’ex ufficiale della US Navy SEAL, noto per aver fondato i servizi governativi e la società di sicurezza Blackwater USA, ora diventata Academi. In un editoriale pubblicato sul Financial Times, Erik Prince, ha detto di avere un piano per fermare i migranti provenienti dalla Libia, inviando contractor privati «a una frazione di quello che l’Europa spende per intercettarli nel Mediterraneo».

«È la soluzione alla crisi dei rifugiati che sta minacciando la stessa Ue», ha scritto Prince che aveva presentato all’Amministrazione di Donald Trump -di cui è stato finanziatore della campagna elettorale con 250 mila dollari- un piano poi bocciato dal Pentagono per sostituire le truppe regolari alleate in Afghanistan (13.500 militari che stanno crescendo a 17mila) con un esercito privato di contractors da affiancare alle forze di Kabul.

Promozione contractors

«Il traffico di esseri umani dal Sudan, dal Ciad, dal Niger è un processo industriale», ha detto Prince , in piena campagna promozionale, questa volta al Corriere della Sera. «Per fermarlo devi creare una polizia libica di frontiera lungo il confine meridionale. Gheddafi adorava le piste di atterraggio, ce ne sono dappertutto laggiù: basta costruirvi tre basi di polizia e mandare 250 addestratori stranieri in ciascuna al fianco dei libici, proprio come Blackwater fece con la polizia di frontiera afghana». Cose ovvie e soluzioni che non convincono.

Infatti le proposte di Prince non sono state accolte dalla comunità internazionale, ma il 48enne imprenditore della guerra insiste, una idea dopo l’altra. Una recente inchiesta di due giornalisti, Jeremy Scahill e Mattew Cole, della pubblicazione americana The Intercept, ha rivelato che tra il 2013 e il 2015 Prince ha cercato di organizzare una forza aerea militare mercenaria a basso costo ma ad alto potenziale tecnologico-militare, trasformando piccoli aeroplani civili in velivoli da guerra con l’intento di venderli o affittarli ad alcuni paesi africani aggirando le leggi internazionali sul commercio d’armi.

Air Tractors AT-802

In Libia paga Abu Dhabi

In particolare, ha avuto contatti con Mali, Niger e Sud Sudan. Academi è del resto molto attiva negli Emirati Arabi Uniti e già schiera in Libia piloti, aerei antiguerriglia Air Tractors AT-802 e personale che affiancano, per conto di Abu Dhabi, le truppe dell’Esercito Nazionale Libico del maresciallo Khalifa Haftar. Prince e i suoi uomini hanno quindi già da tempo “un piede in Libia”, conoscono il territorio e sarebbero pronti a fare quel lavoro sporco che una forza armata ufficiale non può neppure considerare, almeno ufficialmente.

Provocazione di Erik Prince nei confronti dell’Europa e dell’Italia, ma comunque promozione di mercato. Possibilità che la Ue o l’Italia accettino di impiegare contractors, per giunta di società legate al discusso personaggio, sono praticamente nulle. Ma ci sarà certamente qualche parte politica interna al populismo antimigranti che attraversa l’Europa a cavalcare la proposta, zizzania sul ‘fronte avversario’, come ben sa l’ex Navy SEAL. Per un domani, andate all’incasso di altri incarichi, di quelli di cui non si può certo fare promozione pubblica.

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