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giovedì 19 Settembre 2019

Poco e pasticciato estero nei Tg

‘Illuminare le periferie’, le periferie del mondo, oltre l’uscio di casa. Analisi delle edizioni di prima serata di TG1, Tg2 e TG3 per le reti RAI; Tg4,Tg5 e Studio aperto per Mediaset, e il Tg La7. Quanto mondo, quanti ‘esteri’ nella nostra informazione televisiva. Cresce un po’ l’informazione estera, ma sempre attorno ‘a casa’.
Sulle migrazioni, informazione sui luoghi di transito senza il prima e il dopo.
Anche su conflitti e terrorismo «Il racconto risulta frammentato»

Se xenofobia e razzismo sono alimentati il più delle volte dalla paura -ragione il nostro amico e valoroso collega Fernando Cancedda- la paura dall’ignoranza, l’ignoranza dalla disinformazione, quale contributo ha dato la nostra informazione tv al risanamento di quelle piaghe sociali? Domande chiave per chi tenta di informare e di tenersi informato. Una risposta è stata tentata col primo rapporto su «gli esteri nei telegiornali», dall’iniziativa dei sindacati dei giornalisti -Federazione della stampa e Usigrai- dell’Osservatorio di Pavia e di una ONG come COSPE, impegnata nella cooperazione internazionale.

Illuminare le periferie

Il rapporto analizza quantitativamente e qualitativamente tutte le edizioni di prima serata di TG1,Tg2 e TG3 per le reti RAI; Tg4,Tg5 e Studio aperto per quelle Mediaset e il TgLa7. A partire dal 2012 fino al primo semestre di quest’anno. Eventi, fatti e dichiarazioni che hanno avuto origine fuori dai confini nazionali. E la risposta alla domanda all’inizio è che, mentre lo spazio dato agli esteri nei telegiornali occupa in media il 19 per cento dell’informazione e risulta positivamente in aumento, più di 6 su 10 di quelle notizie riguardano l’Europa e il Nord America -giardino di casa- e poco più di una Asia e Medio Oriente. Meno di una notizia da Africa e America centromeridionale.

Di cosa si parla?

Di quali notizie si tratta? Il 70 per cento di tutta l’informazione sull’estero, ci dice l’Osservatorio di Pavia, è dedicata al terrorismo e alle migrazioni o alla politica collegata direttamente a questi fenomeni. Selezione di queste notizie, la vicinanza a casa nostra, l’eccezionalità dell’evento, la minaccia e il coinvolgimento di italiani od occidentali. Oppure la presenza occasionale di politici nostrani, visite di Stato con reporter al seguito, o personalità importanti, a cominciare naturalmente dal Papa. «Gli attentati terroristici che avvengono in paesi africani e asiatici sono visibili in ragione della presenza di europei in generale o di italiani in particolare tra le vittime».

Migranti senza perché

Fenomeno migratorio. «Le ragioni che spingono le persone a partire o a scappare restano nella oscurità mediatica», documenta COSPE. «Un mondo ‘altro’ rispetto al nostro». «Sulle migrazioni l’informazione si concentra molto sui luoghi di transito senza riuscire a intercettare il prima e il dopo, i luoghi di origine e le storie e i percorsi di arrivo». Non solo ostilità o paure nei confronti del fenomeno migrazioni. Molto più grave anche da un punto di vista egoistico nazionale, come anche sui conflitti e il terrorismo «Il racconto risulta frammentato». Remocontro si auto assolve almeno su quest’ultimo aspetto, peccando eventualmente di eccesso di estero. Quasi una esclusiva.

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