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mercoledì 22 Gennaio 2020

Il tesoro sudamericano di Gelli e l’archivio P2

Un tesoro miliardario nel testamento di Licio Gelli, capo della loggia massonica segreta P2. Tra le pagine ritrovate del testamento, il tesoro miliardario fatto di monete e lingotti d’oro. Ma sopratutto il celebre archivio della P2, documenti potenzialmente esplosivi, pezzi di verità sulla strategia della tensione sulla stagione delle stragi di Stato in Italia.

Il tesoro sudamericano di Gelli. Oro, gioielli, fazende sudamericane, nel testamento manoscritto da Gelli, annunciava su Repubblica Fabio Tocacci. Assieme all’Archivio della P2. Il tesoro, la sorpresa più importante, lasciata in fondo.
Testamento olografo, un manoscritto di otto pagine. Licio Gelli lo scive nell’aprile del 1998. Allora aveva 80 anni, ma la mente ben lucida, e tanti soldi, miliardi saggiamente investititi che elenca sulle sue carte con accuratezza da antico ragioniere: sconfinati terreni in Paraguay, fattorie in Uruguay, fazende in Brasile. E il tesoro nascosto, con la doppiezza furba di sempre: uno si concentra sui chili d’oro e trascura le carte della P2 che nascondono il vero tesoro.
”Il Venerabile dei Due Mondi’, lo chiama il cronista che fa lo scoop. O ‘Gran Maestro dell’oro’, per la parte evidente di ciò che lascia. Quasi 90 miliardi di lire e una mappa per ritrovare i 163 chili di lingotti interrati nei vasi della sua Villa Wanda, ad Arezzo.

La mappa del tesoro

Il testamento fu sequestrato a Gelli nel 1998 dalla polizia francese. Dopo la condanna per il crac del Banco Ambrosiano, l’allora venerabile della della Loggia massonica segreta P2 era fuggito in Costa Azzurra. Forse qualche problema di salute, forse e più probabile, qualche timore d’altro genere per la sua vita. E il ragionier Gelli elenca minuziosamente ciò che è riuscito ad accumulare in decenni di trame e affari occulti. Non poche cose, viste le otto pagine che gli occorrono per stabilire le parti che andranno ai pochi eredi di allora, in tre figli, la governante, la segretaria storica, qualche lascito a lontano parenti.
L’originale, sigillato in una busta, lo consegna alla sua compagna del tempo, Gabriela Vasile, con l’ordine di spedirla al Fisco se i figli non avessero rispettato le sue volontà. Perché il Venerabile delle trame sa di non doversi fidare di nessuno. E ricorre persino alle maledizioni, agli anatemi. «Coloro che faranno ostracismo, anche per provocare solo ritardo, avranno gravi sventure», scrive.

Tesoro sudamericano

Oltre alla quasi mitica Villa Wanda e altri due immobili in Italia, ben poca cosa per il nostro povero fisco. La sostanza è altrove. Sudamerica: 172.000 ettari in Paraguay (2 milioni di dollari); le fattorie El Turuman-Sarandì (10.500 ettari e 700 capi di bestiame, 5 milioni di dollari) e S.Lidia-Soca (6.000 ettari, 500mila dollari) in Uruguay. Solo questi, coprono una superficie di poco inferiore all’intera provincia di Arezzo. L’elenco prosegue: 181 brillanti, mobili di pregio, depositi di denaro, quattro palazzi in Uruguay, due fazende con una piantagione di aranci in Brasile (2,5 milioni di euro), 30 ettari edificabili in Argentina. E la splendida Villa Espalmador in Avenue Luise Bordes a Villefranche Sur Mer (16 miliardi di lire).
«Vendetele e fate in silenzio, per evitare che il fisco si svegli», ordina agli eredi.

Il tesoro segreto

Tra le disposizioni, un ordine: «l’archivio del mio materiale massonico e della Loggia P2». Da conservarlo in raccoglitori. Dove e come (e per farne cosa), disposizione a parte evidentemente. Per la ricerca storica di su percossi a trame di Gelli e P2, la mappa delle ‘terre’, dei possedimenti sudamericani che segue la rotta delle sue misteriose perigrinazioni. In Paraguay dove si diceva si fosse nascosto all’inizio degli Anni Ottanta. In Uruguay dove lo cercava l’Interpol. In Argentina dove aveva coltivato l’amicizia con il presidente Roberto Eduardo Viola durante la dittatura. E la vicinanza nota e pubblica con la famiglia Peron.
Mai una sbavatura politica da parte del vecchio avanguardista.

Il tesoro sepolto

Il manoscritto del 1998, racconta anche di un tesoro perso. Tesoro classico, da letteratura: monete d’oro. 2.463 monete d’oro smarrite. Per sottrarli ad una perquisizione «Feci pacchi di tutto ciò che mi avrebbe potuto procurare seccature e li detti a Maurizio, Maria Rosa e Alessandro (i figli) senza indicare i materiali che contenevano. Io appartengo alla vecchia generazione, la fiducia la consideriamo come l’aria». E forse faceva bene il vecchio Gelli, visto che quel pezzo di tesoro lo piange come perso.
Gelli, prima di morire nel 2015, ha depositato un nuovo testamento da un notaio di Arezzo. Ma è sul manoscritto del 1998 che la procura aretina è tornata a chiedere, misura di prevenzione patrimoniale, il sequestro delle quote della società che fa riferimento al nipote (il figlio di Maurizio ‘Licino’) e alla sua ultima compagna, che di fatto possiedono Villa Wanda. Forse nella speranza di arrivare al tesoro nascosto.
Anche se il vero tesoro di Licio Gelli, Maestro venerabile della Loggia P2, resta in archivio.

 

QUANDO GELLI SE NE ANDO’

Licio Gelli, loggia P2, affari, intrighi, segreti

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