domenica 25 Agosto 2019

L’imam terrorista a Barcellona e informatore di 007 a Madrid

Attentato Barcellona, la mente dell’attacco collaborava con i servizi antiterrorismo. Es Satty è morto nell’esplosione della casa che era usata come covo, alla vigilia degli attentati. Un finto pentito. Accade ma la rivelazione stampa si inserisce nella infuocata campagna elettorale catalana. Gli organi di sicurezza spagnoli come bersaglio dopo le precedenti critiche ai Mossos d’Esquadra catalani.

Come se non bastassero le tensioni elettorali. Ora anche terrorismo e antiterrorismo ad alimentare le tensioni tra Madrid e gli indipendentisti catalani, tutti in campagna elettorale. Abdelbaki Es Satty, l’imam marocchino a capo della cellula Isis dell’attentato di Barcellona del 17 agosto, quei 16 morti e decine e decine di feriti lungo le Ramblas, aveva collaborato con i servizi segreti spagnoli, il Cni.
Satty divenne informatore, un finto ‘pentito’, nella prigione di Castellon dove era detenuto per traffico di droga. Allora, il futuro imam sostenne che erano stati i jihadisti ad obbligarlo a trafficare droga per finanziarsi.

L’imam terrorista e informatore e il gruppo jihadista

Avvicinamento investigativo in carcere di potenziali jihadisti come procedura normale. All’epoca, la mente dell’attentato di Barcellona entrò addirittura nel programma di protezione della polizia nazionale e della Guardia Civil. I due corpi di polizia nazionale oggetto di feroci polemiche di parte catalana per interventi contro il referendum illegale del primo ottobre.
Conti in sospeso da prima, aperti proprio in occasione della tragedia del 17 agosto. Da Madrid allora, critiche decise sui servizi di prevenzione dei Mossos d’Esquadra, la polizia catalana, che non riuscì ad impedire l’attentato malgrado diversi indizi significativi.

Ufficialmente i servizi segreti spagnoli non hanno confermato quale sia stato il ruolo di Satty in questi anni e non hanno potuto farlo anche perché la legge glielo vieta. Solo i partiti politici possono chiedere informazioni al ministro dell’Interno, Inigo Mèndez de Vigo, che però ha già chiarito come ora non sia possibile diffondere conferme o smentite viste le indagini ancora in corso.
Satty peraltro morì il giorno prima dell’attentato nell’esplosione accidentale della villetta di Alcanar dove lui ed i suoi complici stavano preparando due furgoni bomba con bombole di gas ed esplosivo artigianale, il Tatp, perossido di acetone, la micidiale e pericolosissima ‘Madre di Satana’.

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