lunedì 18 dicembre 2017

Erdogan-Ataturk facce da tirasegno alle esercitazioni Nato. Solo gaffe?

Gaffe clamorosa, se soltanto di gaffe si tratta, nelle esercitazioni dell’alleanza atlantica in Norvegia.
La Nato usa come bersagli nell’esercitazione i ritratti di Erdogan e Ataturk, e i soldati di Ankara si sono trovati a sparare con il proprio presidente e il fondatore della Turchia moderna.
Ankara ritira i suoi soldati nelle esercitazioni dell’alleanza atlantica in Norvegia.
Gaffe talmente improvvida o incidente-massaggio?

Se è un messaggio politico taroccato da incidente, lo stile è mafioso. Se è incidente vero, allora preoccupiamoci veramente per tutte le bombe atomiche nelle mani di tali imbecilli.
La Nato, nelle esercitazioni di tiro a segno virtuali dei soldati alleati, tra le figure-bersaglio mette i ritratti di Erdogan e di Kemal Atatürk e di Erdogan, e i soldati di Ankara si sono trovati a sparare contro il proprio presidente e contro il fondatore della Turchia moderna. E Ankara, questa volta senza accuse di isteria sul superpresidente Erdogan, ritira i suoi soldati dalle esercitazioni. Incidente diplomatico e militare tra Norvegia e Turchia, ma sopratutto tra Ankara e l’Alleanza, già con troppi fronti aperti. Ultima, la decisione turca, di acquistare -primo paese Nato- armi russe, cioè missili antiaerei S-400.

Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan che è persona decisamente autoreferenziale, ha ordinato il ritiro immediato del contingente delle forze armate turche dalle manovre Nato. Il segretario generale della Nato in persona, il laburista norvegese Jens Stoltenberg, si è scusato con Ankara, e subito dopo sono arrivate le scuse del governo conservatore norvegese noto per la sua linea di rigore duro sul tema migranti.
Il funzionario delle forze armate norvegesi che aveva scelto quei bersagli è stato individuato e subito sospeso dal servizio militare effettivo, ci dicono. Ma forse non basta e neppure convince del tutto. Tensione malumori e diffidenze restano tutte. E pesano sul futuro delle scelte turche nella Nato e verso l’Occidente.

«Inammissibile, inaccettabile avere una simile concezione di un’Alleanza», ha protestato Erdogan in attesa dei fare, perché così è il personaggio. Ma i problemi con la Turchia in casa Nato sono reali, e molti, gaffe o non gaffe norvegese.
In una discussione operativa virtuale tra ufficiali e soldati della Nato nel corso delle manovre, -racconta Adrea Tarquini su Repubblica- il presidente turco Erdogan è stato menzionato come leader che «ha intensi contatti con il nemico».
Contatti con la Russia, è la ‘traduzione’ del linguaggio Nato spesso orfano sovietico; Mosca da cui Ankara ha acquistato armi, gestisce parte della guerra vincente contro Isis in Siria, oltre gli eccellenti rapporti tra Erdogan e il presidente russo Vladimir Putin.

L’allora ‘fronte sud della Nato’ di epoca antisovietica, mai come oggi dal futuro incerto. E la Nato già alle prese con tante sfide e problemi devono ora fare i conti con un fronte interno, aperto da un paese membro con una gravissima gaffe contro un altro. Questo dopo che, in seguito al fallimento del putsch estivo contro Erdogan, le relazioni di Ankara con Alleanza e Ue sono già tese, viste le accuse di diversi paesi occidentali alla Turchia di violare i diritti umani nella repressione contro vero e presunti golpisti e negli indirizzi politici generali. Accuse cui la Russia di Putin non si è mai associata, e adesso i suoi modernissimi missili antiaerei S-400 vengono forniti alla difesa aerea del quarto esercito della Nato.

 

AVEVAMO GIA’ DETTO

Nato antirussa senza la Turchia?

Potrebbe piacerti anche