lunedì 18 dicembre 2017

Re Salman Saud pronto ad abdicare, potere al giovane figlio

Re Salman d’Arabia, 81 anni, avrebbe deciso di abdicare in favore del figlio Mohamed trentaduenne. Il sovrano conserverà il titolo religioso di Custode delle due Sacre Moschee. Lo riferisce il Daily Mail, rilanciato dal Corriere della Sera.

Il sovrano saudita, re Salman, 81 anni, si prepara ad abdicare, scrive il quotidiano inglese Daily Mail, ripreso in Italia dal Corriere della Sera. Il sovrano sarebbe pronto a passare tutto il potere nelle mani del figlio Mohammed bin Salman, 32 anni, già potentissimo ministro nel Regno, ed erede al trono. A Re Salman resterà il titolo religioso di «Custode delle due città sante di La Mecca e Medina».
Salmān bin ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd, per chiamarlo come si deve, è re dell’Arabia Saudita dal 23 gennaio 2015, il secondo re dei cosiddetti “Sette Sudayrī” dopo suo fratello Fahd. I sette fratelli, figli di re Abdulaziz ‘Ibn Saud’, il capostipite, e di sua moglie Hussa Sudairi.

Il giovane principe ereditario

A inizio novembre, dopo la sua nomina a principe ereditario, Mohammed bin Sultan, MBS l’acronimo con cui viene normalmente indicato, ordina una purga ai vertici del regno facendo arrestare per corruzione oltre 40 tra principi e membri del governo a lui ostili. «A meno che non succeda qualcosa di grave che possa far cambiare i programmi, Re Salman annuncerà la nomina di Mohammed bin Salman come Re dell’Arabia Saudita la prossima settimana» svela la fonte anonima alla versione online del quotidiano britannico.

Regno feudale da reinventare

Una volta incoronato, riferisce il Mailonline, Mohammed bin Salman si concentrerà ancora di più sul combattere il rivale Iran, culla dell’Islam sciita, rafforzando il ruolo di Riad come roccaforte del wahabismo, l’interpretazione più intransigente del sunnismo, provando parzialmente a moderarla, vedi la guida auto alle donne. Nelle intenzioni dell’erede al trono, promotore della guerra nello Yemen, l’alleanza con Israele anti Iran, con l’obiettivo di porre fine all’egemonia in Libano delle milizie sciite Hezbollah.

 

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