domenica 19 novembre 2017

Lo sporco segreto di Raqqa: terroristi Isis fatti fuggire

Una inchiesta delle Bbc sostiene sia esistito un accordo fra curdi e islamisti e ne rivela i dettagli. Salvi anche i foreign fighters, ma per quelli c’è qualche problema in più. Salvo non siano già tornati a casa nostra

L’accordo per l’evacuazione di centinaia di combattenti dello Stato islamico con le loro famiglie da Raqqa aveva suscitato meno perplessità di quanto dovuto. Allora importante era poter proclamare la vittoria. Ma dove sarebbero andati a finire quegli assassini seriali, quelli di casa, siriani, quelli vicini di casa, arabi, ma soprattutto i convertiti europei che avevano sposato il jihad senza misericordia?
Già allora un’ombra sulla vittoria a Raqqa delle Forze democratiche siriane, soldo e ombrello americano, valore militare dei guerriglieri curdi dello Ypg. Ora un’inchiesta della Bbc rivela nuovi, inquietanti, dettagli sull’intesa che ha permesso di accelerare la caduta della capitale del Califfato in Siria, un mese fa, ma ha messo in salvo almeno 250 combattenti, comprese decine di stranieri, anche europei.
Terroristi che sono stati portati negli ultimi territori ancora in mano allo Stato islamico, nella provincia di Deir ez-Zour. Il sospetto di un loro utilizzo per combattere ancora il cattivi di Assad. Ma da lì, certamente perlomeno alcuni, hanno scelto la fuga attraverso vie dei trafficanti di esseri umani fra la Siria e la Turchia che sappiamo esistono e prosperano. Combattenti ben addestrati a tutti verso l’Europa.

L’accordo, nei suoi dettagli, doveva rimanere segreto, riprende dalla Bbc, Giordano Stabile de La Stampa. Già fra il 12 e il 14 ottobre, erano circolate immagini di pullman e camion fermi alla periferia di Raqqa. Spezzoni di filmati da cellulari avevano anche mostrato parti del convoglio che usciva dalla città, con combattenti in piedi sui cassoni dei camion che li trasportavano, con le loro armi.
Alle trattative fra capi dell’Isis e le Sdf avevano assistito anche rappresentati della Coalizione a guida americana che ha addestrato e armato i guerriglieri curdi e i loro alleati, ma «senza partecipare». Grazie agli americani e grazie ai curdi, che la guerra la fanno per difendere il loro interessi. Come gli americani.
I curdi, rivela ora la Bbc, avevano promesso «migliaia» di dollari ai conducenti dei pullman e dei camion perché «mantenessero il segreto». Invece gli autisti non sono mai stati pagati e ora hanno raccontato tutto all’inviato dell’emittente britannica Quentin Sommerville.

Un convoglio di 45 camion, 13 pullman e un centinaio di veicoli dell’Isis. In tutto ha trasportato almeno 250 combattenti jihadisti, la maggior parte con le loro armi, persino cinture esplosive, e 3500 famigliari. La colonna si snodava per sei chilometri e mezzo. Agli autisti non era stato anticipato né le dimensioni dell’evacuazione.
«Ci avevano parlato di alcune centinaia di persone», rivela uno dei conducenti Abu Fawzi, di Tabqa. Né avevano detto loro che sarebbero dovuti entrare dentro la città assediata da soli, senza scorta, dove si sono trovati davanti ai terroristi armati fino ai denti, con le cinture esplosive addosso.
E che gli stessi avrebbero «minato con l’esplosivo tutti i mezzi», per farli saltare in aria -autisti compresi- nel caso l’accordo non fosse stato rispettato.

Invece di un lavoro di poche ore -racconta Giordano Stabile- gli autisti si sono imbarcati in una odissea di tre giorni, verso Sud e la zona di Al-Bukamal, al confine fra Siria e Iraq. Gli aerei della coalizione a un certo punto hanno cominciare a «volare basso e sganciare bombe illuminanti», ma non hanno attaccato il convoglio. Vedi a cosa servono le amicizie Usa?
A bordo dei mezzi c’erano anche molti combattenti stranieri, sopratutto francesi. Alcuni si sono mescolati al flusso di profughi che da Al-Bukamal e da tutta la provincia di Deir ez-Zour risale l’Eufrate fino alla zona di Raqqa per rifugiarsi nei campi e poi tentare di passare in Turchia con i trafficanti di uomini.
Come si temeva a metà a ottobre, quando erano trapelati i primi dettagli dell’intesa, l’evacuazione ha permesso la conquista di Raqqa un mese prima del previsto, ma ha lasciato a piede libero centinaia di terroristi, decine e decine di europei, forse ormai già tornati a casa.

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