lunedì 18 dicembre 2017

Tra gli italiani in Paradiso (fiscale), i Legionari di Cristo

Anche in Italia i ricchi e potenti hanno imparato a nascondere enormi ricchezze, spesso di evidente provenienza illecita, nei paradisi fiscali. Domenica L’Espresso assieme a Rai Report, ha aperto il vaso di Pandora dei Paradise Papers. Il lato oscuro dell’Italia.
Il super bottino segreto della famiglia Rovelli. L’impero anonimo delle eredi Crociani. La struttura riservata che controlla il gruppo di Andrea Bonomi.
Storie di miliardari che non pagano un soldo di tasse.
Ma oggi c’è sopratutto il tesoro offshore dei Legionari di Cristo, legato anche alla personalità del suo fondatore, Marcial Maciel Degollado, scomparso nel 2008 a Jacksonville: un presbitero messicano a capo della congregazione dei Legionari, spretato per gravi immoralità da Papa Benedetto XVI.
Nella foto di copertina Papa Wojtyla benedice il prelato.

Paradise papers cosa?

Paradise Papers. Le carte riservate dei paradisi fiscali. 13,4 milioni di file, usciti con una colossale fuga di notizie da due grandi studi professionaliofshore, Appleby e Asiacity. Segreti condivisi tra oltre 380 giornalisti di tutto il mondo, associati all’International Consortium of Investigative Journalist. Per diffondere le prime informazioni, tutti insieme, ben 96 testate di 67 paesi, dal New York Times al Guardian, da Le Monde alla Bbc, e in Italia Espresso e Report. Sputtanamento planetario simultaneo.

Casseforti con soldi non dichiarati da ben 120 politici di tutto il globo.
Le società che collegano ministri e familiari di Trump al cerchio magico del russo Putin.
Gli investimenti alle isole Cayman della regina d’Inghilterra e quelli del figlio, il principe Carlo, alle Bermuda.
I tesori del miliardario indonesiano che devasta le foreste primordiali per arricchirsi con l’olio di palma.
I trucchi delle multinazionali, da Apple alla Nike, per minimizzare le tasse spostando miliardi.
E le star della musica e dello sport, da Bono a Madonna, da Shakira al pilota Hamilton, che usano gli stessi consulenti per eludere imposte su investimenti o ricavi, jet o yacht.

Per la nostra prima puntata italiana
i dorati paradisi dei Legionari di Cristo

Legionari di Cristo, che evado nel nome di Dio. Una delle più ricche congregazioni cattoliche, potente soprattutto in Spagna, Messico e Italia. Il vangelo predicato da Gesù di Nazareth in nome dei poveri e degli ultimi. Tre giorni dopo, padre Maciel, cil superiore generale, con la consulenza di Appleby, crea nel paradiso iscale delle Bermuda la società International Volunteer Services che serve a custodire i ricavi milionari dell’impero educativo dei Legionari. Senza pagare le tasse.
Il conto bancario dove affluiscono le rette pagate da oltre 160 mila studenti della rete mondiale di scuole e università gestite dai Legionari, dal Messico alla Spagna, dall’Argentina all’Italia, Stati Uniti, Svizzera e altri paesi. Il lusso di entrate supera i 300 milioni di dollari all’anno, secondo i bilanci analizzati dal giornalista d’inchiesta Raul Olmos della testata spagnola El Conidencial.

I documenti provano che tutti i soldi degli istituti educativi venivano gestiti personalmente da padre Marcial Maciel Degollado, messicano, con rigidi poteri sui collaboratori, e spostati segretamente all’estero. Nei registri riservati dello studio Appleby, l’intera rete di società offshore viene collegata a un indirizzo di Roma: via Aurelia 677. Il palazzo dove c’è il quartier generale dei Legionari in Italia, che funziona come centrale finanziaria. La stella di padre Maciel si spegne nell’aprile 2005, quando muore Wojtyla e gli subentra papa Ratzinger. Benedetto XVI ha saputo delle accuse di abusi sessuali rivolte da decine di giovani contro il fondatore dei Legionari, che viene messo sotto inchiesta. Nel novembre 2006 il papa ordina a padre Maciel di rinunciare al sacerdozio.

El fundador de los Legionarios de Cristo, Marcial Maciel

Il versatile fondatore dei Legionari è accusato anche di aver sedotto due donne da cui avrebbe avuto tre figli. Le prime testimonianze sui fondi neri dei Legionari di Cristo arrivano invece dall’inchiesta della Procura di Milano sulle scalate bancarie del 2005. Gianpiero Fiorani, il banchiere della Popolare di Lodi, mette a verbale che l’allora «governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio», poi indagato e condannato per reati finanziari, «mi chiedeva di finanziare i Legionari di Cristo e altre associazioni religiose: queste cifre non venivano fatturate ma provvedevo io personalmente». Con soldi recuperati dalle «plusvalenze su investimenti in borsa» restituiti in nero da «clienti finanziati dalla banca».

Il 2 febbraio 2006, nove mesi prima del ritiro forzato del loro leader, l’organizzazione dei Legionari liquida in gran segreto la prima società delle Bermuda. Nel 2010 una commissione di vescovi consegna al papa la relazione finale, con gli interrogatori di oltre mille legionari: quella di Maciel è stata «una vita criminale». Nel 2013 la congregazione viene commissariata. Il cardinale Velasio de Paolis ordina di liquidare anche la seconda offshore delle Bermuda e di estinguere il fondo delle Isole Vergini. Tra i protagonisti italiani Mario Olivieri Sangiacomo, che ha dedicato la vita alla gestione della rete finanziaria dei Legionari di Cristo. Fa tuttora parte di una holding, fondata nel 2000 nel Delaware, un paradiso fiscale interno agli Usa, che controlla 13 società, dal Messico al Cile, ed è a sua volta controllata dalla Educational Developers Inc. Scatole cinesi.

I banchieri italiani Fazio e Fiorani

Nei Paradise Papers compare anche un avvocato italiano, Salvatore Trigila, collegato ai Legionari. Si occupa delle vertenze legali e figura tra i liquidatori di una società del Delaware, la Racebrook, a cui era intestata l’ultima villa di padre Maciel, comprata dai Legionari per l’esilio dorato del fondatore dopo la condanna papale. L’avvocato ne ha gestito la vendita chiudendo la società. Delle offshore del gruppo, però, non parla. Anche Trigila, oggi, lavora all’ufficio legale di Regnum Christi a Roma. La chiusura della rete di ofshore dei Legionari non si è ancora completata. A Panama risultano ancora registrate alcune società aperte negli anni Ottanta, altre a Jersey. E poi c’è Integer, un fondo del Lussemburgo sciolto solo nel 2015, con un bilancio di circa 40 milioni di euro.

I conti non tornano neanche a Caserta, dove i Legionari hanno gestito per 14 anni il Villaggio dei ragazzi, un celebre istituto educativo. Nel 2014 il nuovo amministratore, un ex generale della Guardia di Finanza, scoprì perdite per 28 milioni di euro, con drenaggi di denaro all’estero. La fondazione di Caserta possedeva anche immobili a Roma. Uno dei più prestigiosi fu affittato dai Legionari, nel 2010, a una società italiana gestita dall’avvocato Michele Santonastaso: il legale dei boss camorristi Iovine e Bidognetti. Santonastaso è il penalista finito sotto processo con l’accusa di minacce mafiose a Roberto Saviano e Rosaria Capacchione.

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