domenica 19 novembre 2017

Dopo la Siria cosa? Putin Trump sui rischi in Medio Oriente

Presunto accordo in Vietnam per una «soluzione politica» della guerra in Siria.
In realtà, poche cose dette su cui c’è l’accordo, troppe cose non dette su cui ancora ci si scontra con più attori che minacciano altre guerre.
Dalla Siria, allo Yemen mentre molti eserciti di affacciano sul Libano

Il poco detto, il molto non detto

Ciò che teme oggi Trump non è la ‘conquista russa’ di Damasco, ormai cosa fatta, ma quella possibile di Beirut sulla scia della vittoria in Siria. In Vietnam, i capi di Casa Bianca e Cremlino hanno letto una dichiarazione congiunta che dice il contrario di quanto sembra. Accordo problematico sulla pacificazione in Siria e tutt’attorno è di fatto quasi la prossima guerra. ‘Conflitto d’interessi’ non solo sul futuro della Siria, con o senza Bashar al-Assad, ma la posta in gioco è l’intero Medio Oriente, sono gli equilibri di potenza globali e regionali, il controllo delle ricchezze petrolifere e del gas. Con ben altri protagonisti in campo: Israele e Arabia Saudita per citare soltanto i più grossi e i più vicini. Un po’ più lontano ma temibile Iran attraverso la mezzaluna sciita che ormai raggiunge il Mediterraneo e il Libano.

Distruggere l’Isis non è più una priorità

Grande Medio Oriente più ribollente della Corea di Kim Jong-un, per molti osservatori. In cui la Siria è l’inizio. Poi è stato Yemen e ora torna il Libano. Dopo di che, i due leader in Vietnam recitano messa per celebrare loro stessi. Seguiamo il copione messo in scena, con qualche aggiunta nostra. Il Califfato è ormai ridotto a qualche striscia di territorio desertico a Nord-Est dell’Eufrate, su entrambi i lati della frontiera fra Siria e Iraq. Nel frattempo, centinaia di migliaia di morti dopo, due forze sono emerse nella ‘ristrutturazione’ del Medio Oriente, destinate a pesare nei prossimi anni. 1), la nascita di un esercito transnazionale sciita, libero di muoversi fra Siria e Iraq e connesso con l’Hezbollah libanese. 2) Sono le milizie Hashd al-Shaabi create dal generale dei Pasdaran Qassem Suleimani.

Altri protagonisti in Siria e attorno

Milizie sciite esistevano anche prima in Iraq e Libano e in Siria. Ma ora sono hanno imparato a combattere come un esercito regolare. Capacità che preoccupano l’America e ancor più Israele. Per il dopo Isis Washington non vuole ‘una loro presenza permanente in Siria’, in particolare al confine con Israele e Giordania. L’altra forza emersa dalla disfatta dell’Isis è quella dei guerriglieri curdi dello Ypg. Sono loro il nerbo delle Forze democratiche siriane che hanno liberato la provincia di Raqqa, e ora controllano circa un quarto della Siria. Questione curda questione già aperta in Iraq con gli Usa su posizioni spesso equivoche. Solo accordo vero, potenziare la «war room» che russi e statunitensi condividono ad Amman. Per evitare di spararsi tra loro fin ora per sbaglio.

Potrebbe piacerti anche