giovedì 23 maggio 2019

Yemen, assedio medioevale, l’Onu sospende gli aiuti umanitari

L’ONU costretta a sospendere aiuti umanitari nello Yemen. Porti e aeroporti bloccati, guerra della fame. La coalizione saudita in Yemen chiude tutti i porti. Operazioni umanitarie delle Nazioni Unite sospese temporaneamente, in quanto due voli dell’ONU non hanno ottenuto l’autorizzazione di volo.

Ritorsione. Missile minaccioso soprattutto per il segnale di sfida. Ieri gli insorti Huthi hanno lanciato un missile con una gittata di 750 chilometri verso l’Arabia Saudita. La contraerea saudita lo ha neutralizzato con un po’ di frammenti caduti nelle vicinanze dell’aeroporto capitale senza vittime e danni. Ma il comando della coalizione araba ha annunciato la chiusura di tutti i porti terrestri, aerei e marittimi dello Yemen. La condanna alla morte per fame per una popolazione che sopravvive a stento solo grazie agli aiuti umanitari.
Il video del lancio
https://www.facebook.com/NuovoMovimentoGeopolitico/videos/1441555619274742/

Strategia della fame

‘Un anno fa, 9 agosto 2016, l’aviazione dell’Arabia Saudita bombardava l’aeroporto internazionale di Sanaa, in Yemen’, racconta Vijay Prashad, su Alternet, dagli Stati Uniti, ripreso in Italia da Internazionale. Il giorno dopo il bombardamento, Saleh el Samad, capo del consiglio politico del movimento Ansarullah, un insieme di gruppi dominato dai ribelli houthi, aveva gridato al mondo che quegli attacchi sauditi avrebbero provocato una catastrofe.
L’aeroporto internazionale di Sanaa era infatti un’essenziale via di salvezza per la popolazione dello Yemen settentrionale. Dall’aeroporto passavano cibo e rifornimenti sanitari. A causa degli attacchi, questo non sarebbe stato più possibile.

La malattia come arma

Un anno dopo, quindici organizzazioni umanitarie denunciano che l’isolamento, l’assedio della capitale ha di fatto intrappolato milioni di yemeniti. Secondo le stime del ministero della sanità, almeno diecimila yemeniti sono morti per il mancato accesso alle cure mediche di cui avrebbero avuto bisogno.
Lo Yemen è un caso esemplare di paese in cui la malattia viene trasformata in un’arma.
Le quindici organizzazioni umanitarie affermano che il numero di persone morte per il mancato accesso alle cure mediche all’estero supera quello delle persone uccise nei combattimenti. Queste cifre rappresentano le “vittime nascoste del conflitto in Yemen”.
La situazione è grave. Lo Yemen è sull’orlo di una crisi sanitaria gravissima provocata dal colera e dalla carestia. E i mezzi d’informazione occidentali si occupano pochissimo di queste atrocità.
Un assedio medievale

Assedio medioevale

Nel frattempo il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha taciuto sull’assedio medievale che ha strangolato il popolo yemenita, e nessuna delle numerose risoluzioni dell’Onu ha condannato l’Arabia Saudita per la guerra e per l’embargo imposto allo Yemen che in pratica lo condanna a un genocidio.
A gennaio del 2016, riferendosi alla situazione in Siria, l’allora segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon aveva detto: “La morte per fame utilizzata come arma rappresenta un crimine di guerra”. La fame siriana è crimine, quella yemenita no? O forse cambia in Paese da condannare almeno a parole?
Le Nazioni Unite hanno chiesto ai sauditi di consentire ogni settimana a uno o due voli umanitari di lasciare Sanaa. Il ponte aereo potrebbe passare per l’Arabia Saudita, e questo consentirebbe agli agenti dell’intelligence saudita di controllare i passeggeri. Perfino questo è troppo per Riyadh, che non ha acconsentito.

Nuove prospettive di guerra

A marzo l’ambasciatrice Michele Sison, vicerappresentante Usa alle Nazioni Unite aveva affermato, ‘Gli ostacoli agli aiuti in Yemen devono essere eliminati’. Ma poi? Gli Stati Uniti fanno pressione sui sauditi per l’accesso ai voli umanitari dall’aeroporto di Sanaa? Gli Stati Uniti rifiuteranno di riarmare l’Arabia Saudita che continua a colpire lo Yemen? Cosa significa riconoscere che l’assedio è un crimine di guerra, o quanto meno qualcosa di “ingiusto”?
«È improbabile che gli Stati Uniti smettano di sostenere attivamente la guerra saudita -conclude Vijay Prashad, dagli Usa- La paranoia sul ruolo dell’Iran in Yemen guida le decisioni dell’amministrazione Trump, soffocata da una visione monolitica di Teheran».
Ora un’operazione spettacolare condotta contro le roccaforti di Al Qaeda. «Come se le forze sostenute dai sauditi stessero combattendo non solo contro Al Qaeda, ma anche contro l’Iran. Trump, stranamente convinto del fatto che l’Iran e Al Qaeda stiano dalla stessa parte, ne sarà contento. La realtà però è diversa. L’Arabia Saudita la farà franca».

 

A proposito di Arabia Saudita
ieri sera a tv2000, TGtg

Potrebbe piacerti anche