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martedì 15 Ottobre 2019

Dalla guerra di Al Qaeda al terrorismo casuale

Il terrorismo non è una novità, a New York. Gli attacchi dell’11 settembre avevano mostrato al mondo la violenza meticolosamente pianificata da Al Qaeda: terrorismo diretto. Poi fu Isis e il terrorismo di cellule guidate dal centro. Oggi è il terrorismo ‘ispirato, il ‘terrorismo casuale’ tragicamente collaudato in Europa, che adesso sbarca anche negli Stati Uniti.

Terrorismo diretto, guidato, ispirato

Il terrorismo non è una novità, a New York. Gli attacchi dell’11 settembre avevano mostrato al mondo la violenza meticolosamente pianificata da Al Qaeda, guerra di assoluta complessità. L’assalto di ieri ripropone l’esatto contrario, quello che potremmo definire il ‘terrorismo casuale’. Estremisti radicalizzati via Internet o chissà come, turbe personali e follie varie, che avevano colpito sino a ieri in Europa che adesso puntano sugli Stati Uniti. Terrorismo meno letale degli addestrati sicari di Osama bin Laden, osserva qualcuno, ma potenzialmente assai più pericoloso, perché può uccidere ovunque limitandosi ad affittare un furgone o a tirar fuori un coltello dalla cucina di casa.

La prima volta che New York aveva scoperto di vivere nel terrore era stata il 26 febbraio del 1993 -ricorda Paolo Mastrolilli su La Stampa– quando un’autobomba era scoppiata sotto la Torre Nord del World Trade Center, uccidendo sei persone. L’anticipo non valutato della strage dell’11 settembre, stesso bersaglio. L’attacco era stato organizzato da Ramzi Yousef, un kuwaitiano che si era addestrato con Al Qaeda in Afghanistan. Yousef aveva ricevuto i finanziamenti da Khaled Sheik Mohammed, poi mente degli attentati dell’11 settembre 2001, e aveva trovato la sua guida spirituale in Omar Abdel Rahaman, lo sceicco cieco che dal New Jersey fomentava l’odio contro gli Stati Uniti.

Allora, in quel 2001, la paura non confessata degli esperti era che Al Qaeda facesse seguire agli attentati dell’11 settembre operazioni più piccole, più facili da organizzare, impossibili da prevenire. È accaduto con Isis. Le paure che nel 2001 erano state vissute negli Usa, si sono poi materializzate in Europa, dove i terroristi hanno iniziato a sparare nei locali, negli stadi, a lanciarsi sulla gente con camion e auto, e ad usare coltelli. Facili da reclutare, -sempre Mastrolilli- perché il continente era pieno di immigrati islamici alienati da radicalizzare. L’America, paradossalmente, sembrava più al sicuro, con meno immigrati dalle regioni dell’estremismo e formalmente più integrati. Fino a ieri.

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