• 19 Febbraio 2020

Lobbista tra dittatori e presidenti, l’uomo del Russiagate

Fine o inizio? «Manafort e Gates sono la fine, o solo l’inizio dell’inchiesta del commissario speciale Mueller sulle trame russe nella campagna elettorale di Trump?». Il dilemma che divide la capitale americana, letto sulle pagine de La Stampa da Gianni Riotta.
Manafort, ex lobbista repubblicano del presidente ucraino filo russo Yanukovich e poi capo della campagna elettorale di Trump, con il suo pupillo e socio Richard Gates. L’accusa per Manafort è di evasione fiscale, truffa, false dichiarazioni, associazione a delinquere, riciclaggio di valuta, consulenze illecite per Paesi stranieri. Se gli andrà male, può arrivare a 80 anni di galera.

Manafort, 68 anni, è da sempre un ascoltato consigliere, o lobbista, che aveva in portfolio clienti come gli ex presidenti repubblicani Ford, Reagan, Bush padre, il senatore e candidato alla Casa Bianca Dole, e all’estero, oltre a Yanukovich, una serie di dittatori nella lista nera di Amnesty International, dal filippino Marcos, al congolese Mobutu, all’angolano Savimbi.
‘Brutta gente, con cui non ci si fa vedere nei ristoranti a Prospect Street -commentra Riotta- ma che ingrassa i conti nascosti nelle banche paradiso fiscale, Cipro, Seychelles, Grenadines’. Ma poi arriviamo alla campagna elettorale di Trump, e qui casca l’asino, forse. E che asino.

Il presidente, in caduta libera, anzi, a precipizio nel sondaggi di popolarità, ora deve guardarsi dall’”austero Mueller”, e non solo. Al Senato l’inchiesta parlamentare, guidata dal repubblicano Burr, che attacca sul licenziamento del capo Fbi Comey da parte di Trump. L’informazione Usa impazza, e quella liberal svela. E’ la Cnn che ha fatto lo scoop sull’incriminazione di Manafort.
Ed esce la brutta America figlia del trumpismo. Sempre Riotta: «Non vi aspettate quel po’ di tolleranza e dialogo che neppure il Watergate contro Nixon e l’impeachment di Clinton riuscirono a disperdere». L’arrogante e rozza aggressività di Trump sollecita solo resa dei conti.

Quesito chiave
Manafort starà muto anche con ottant’anni addosso, o magari cercherà un patto con Mueller, impunità in cambio di informazioni? E ha davvero notizie di reato da vendere?

Remocontro

Remocontro

Read Previous

Separatismo catalano in Belgio, grana europea

Read Next

Nord Corea, crolla il tunnel del sito nucleare