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domenica 15 Settembre 2019

Islanda, a sorpresa possibile svolta a sinistra

Islanda controcorrente per una possibile svolta a sinistra. La carismatica leader dei Verdi Katrin Jakobsdottir possibile premier a capo di una coalizione. Il premier conservatore uscente Benediktsson resta primo ma perde seggi e alleati. Crolla il partito dei pirati

Islanda controcorrente per una possibile svolta a sinistra. Elezioni politiche sabato, ultimi voti contati. E l’Islanda scopre a sorpresa che un governo di centrosinistra guidato dalla carismatica leader dei Verdi, Katrin Jakobsdottir, appare possibile, anzi, probabile, perché molti sembrano i partiti di vario colore disposti a parteciparvi. Il premier dimissionario uscente, il conservatore Bjarni Benediktsson, col partito dell´Indipendenza resta prima forza politica ma perde consensi e seggi, al contrario dei primi risultati e proiezioni. E quel che è peggio per lui, si assottigliano di molto nel futuro Althingi, il Parlamento unicamerale con 63 seggi dove la maggioranza è di 32 le rappresentanze dei partiti di centrodestra minori. Mentre a sorpresa sembra possibile che il nuovo Partito del centro -fondato dall´ex premier Gunnlaugsson, travolto l´anno scorso dai Panama Papers- si allei con i Verdi.

Il Partito dell´Indipendenza resta prima forza politica ma perde un 4% dei consensi arrivando al 25%. Il premier uscente e dimissionario Benediktsson pur rivendicando il conferimento del primo incarico per tentare di formare una maggioranza ha ammesso che sarà difficile. Ben piú ottimisti i Verdi di sinistra che aumentando consensi arrivano al secondo posto con il 17%. Mentre i loro alleati Socialdermocratici quasi raddoppiano i consensi arrivando al 12%. La popolare, dinamica Katrin Jakobsdottir (40 anni, 3 figli, un dottorato in letteratura conseguito con una tesi sui gialli nordici) ha detto di preferire di tentare una coalizione di sinistra che potrebbe arrivare a 32 seggi, ma ha aggiunto di non escludere un accordo col Centro di Gunnlaugsson. La svolta a sinistra comunque c´è.

Scandali anche tra i ghiacci nordici a segnale la politica. Bjarni Benediktsson, al potere da dopo la caduta di Gunnlaugsson per i Panama Papers. Adesso si era dovuto dimettere a sua volta perché accusato di aver taciuto sullo scandaloso comportamento del padre, che copriva un pedofilo criminale. E in seguito era stato anche accusato di insider trading. Non male, ma dalla sua la forte crescita economica (piú 7,2% l´anno scorso, previsto oltre il 5 quest´anno), disoccupazione appena al 2,5%. E promettendo di non aumentare le tasse. Ma la rivale Katrin (in Islanda tutti si chiamano per nome, spiga Anbdrea Tarquini su Repubblica) sembra aver convinto di piú chiedendo redistribuzioni di ricchezza per migliorare welfare scuola e sanitá.

L´Islanda, altro aspetto certamente non molto diffuso, è diventata una sempre più gettonata meta turistica con grandi risorse per la sue crescita. Con meno di 350 mila abitanti, ormai l’isola ospita quasi due milioni di turisti l´anno. Come se l’Italian fosse invasa da 150 milioni di visitatori. Il paese è nella Nato ma ha rinunciato pochi anni fa a chiedere l´ingresso nell´Unione Europea. Ha due aerolinee affarmate (Icelandair e Wow), rock star mondiali come Björk e i Sigúr Rós e una vivacissima vita culturale -tutte notizia via Tarquini- specie nel mondo giovanile della capitale Reykjavík dove la Harpa, la modernissima filarmonica, ospita concerti sia rock e pop sia classici di livello mondiale attraendo pubblico persino dalla Cina.

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