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mercoledì 18 Settembre 2019

Russiagate, prossimi arresti e la Casa bianca trema

Arresti prossimi e vicini, annuncia la CNN, che parla di lunedì come data per l’avvio del procedimenti giudiziario ufficiale con incriminazioni e arresti. Per il New York Times, il dossier anti-Trump all’origine dell’inchiesta, sarebbe stato fatto da ultra conservatori

Sul fronte delle indagini sul Russiagate condotte dal procuratore speciale Robert Mueller stanno per arrivare i primi capi di accusa. E a partire da lunedì dovrebbero scattare anche i primi arresti. Lo riporta la Cnn, spiegando come le persone coinvolte e i capi di accusa non sono stati ancora svelati. Ma tutto sarebbe pronto per l’intervento di un giudice federale di Washington.

Tra i personaggi che potrebbero essere coinvolti dai capi di accusa preparati dal procuratore speciale Mueller e validati dal giudice federale ci sono Paul Manafort, ex responsabile della campagna presidenziale di Donald Trump, e Michale Flynn, ex consigliere per la sicurezza della Casa Bianca. Entrambi a vario titolo coinvolti in legami sospetti con Mosca.

Mueller ha preso la guida delle indagini del Russiagate lo scorso maggio, quando Donald Trump silurò il capo dell’Fbi, James Comey. Ma dal Russiagate sono giunte altre clamorose rivelazioni: secondo il New York Times a commissionare per primo il dossier anti-Trump in cui si parla di legami tra l’allora candidato presidenziale e il Cremlino non sono stati ambienti democratici o della campagna di Hillary Clinton, ma il ‘Washington Free Beacon’, magazine conservatore che fa al miliardario Paul Singer, uno dei più noti investitori di Wall Street e dei principali finanziatori del partito repubblicano.

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