• 19 Febbraio 2020

Strasburgo: G8 Genova fu tortura

La somma delle vergogne

La vergogna per i fatti indicibili, ‘macelleria messicana’ compiuti da uomini e donne della legge, la vergogna per i mille tentativi di occultare la verità, la vergogna di una condanna che non prevedeva il reato di tortura bloccato dai finti sostenitori delle forze dell’ordine in Parlamento, le vergogna di colpevoli senza un solo giorno di carcere. La vergogna di un Paese che non sa andare a fondo nell’individuare e colpire responsabilità delegando ad altri il dovere-privilegio di fare giustizia.
Il tribunale europeo sui diritti umani di Strasburgo lo dice con maggiore eleganza, ma sostanza è quella. Gli atti commessi dalle forze dell’ordine a Bolzaneto nei giorni del G8 del 2001 sono stati tortura. La Corte ha condannato l’Italia per le azioni dei membri delle forze dell’ordine, e perché lo Stato non ha condotto un’indagine efficace.

Parti civili una quindicina di persone di 8 diverse nazionalità, riconosciute come vittime di torture da parte delle forze dell’ordine durante i giorni del G8 a Genova, nel luglio del 2001. Si tratta in particolare di persone che furono rinchiuse fra il 20 e il 22 luglio nella caserma carcere di Bolzaneto. «I ricorrenti, trattati come oggetti per mano del potere pubblico, hanno vissuto durante tutta la durata della loro detenzione in un luogo ‘di non diritto’ dove le garanzie più elementari erano state sospese»».
«L’insieme dei fatti emersi dimostra che i membri della polizia presenti, gli agenti semplici, e per estensione, la catena di comando, hanno gravemente contravvenuto al loro dovere deontologico primario di proteggere le persone poste sotto la loro sorveglianza».

Nella sentenza è stato anche messo in risalto che «Nessuno ha passato un solo giorno in carcere per quanto inflitto ai ricorrenti». E la Corte osserva che questo è stato causato principalmente da due elementi. Omertà e mancanza di identificativi. Il primo, dicono i giudici, è stata l’impossibilità di identificare gli agenti coinvolti, sia perché a Bolzaneto non portavano segni distintivi sulle uniformi, che per la mancanza di cooperazione della polizia con la magistratura.
Il secondo fattore, «Le lacune strutturali dell’ordine giuridico italiano al tempo dei fatti». Nella sentenza la Corte «Prende nota della nuova legge sulla tortura entrata in vigore il 18 luglio di quest’anno, ma che le nuove disposizioni non possono essere applicate a questo caso».

G8 2001, VERGOGNA DELLO STATO

Nei giorni del G8 del 2001, secondo quanto ricostruito dal processo sulla base anche delle testimonianze di decine di vittime, oltre 300 persone vennero private della possibilità di incontrare i loro legali, umiliate, picchiate, minacciate. Tra le mura della caserma risuonarono a più ripresa inni fascisti, molti dei ragazzi vennero costretti a rimanere immobili per ore, le donne subirono violenze fisiche e morali.
Il processo di Appello per le violenze di Bolzaneto si era concluso, nel giugno 2013, con sette condanne e quattro assoluzioni. La pene erano però quasi integralmente coperte da indulto. La Cassazione aveva anche bocciato il ricorso della procura di Genova che chiedeva di contestare il reato di tortura, cosa che avrebbe evitato l’estinzione del reato. Reato che non era contemplato dal nostro ordinamento.

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