• 28 Febbraio 2020

Raqqa verso la resa, minacciosi ritorni dalla Siria

Jihadisti evacuati per fuggire dove?

L’ultima fase della battaglia di Raqqa è cominciata il 6 giugno. Oltre 15 mila combattenti delle Syrian democratic forces, in gran parte curdi, hanno affrontato 2500 jihadisti. In città c’erano anche almeno 100 mila civili. Cinquemila sono rimasti negli ultimi quartieri assediati e per evitare altre perdite umane i curdi hanno optato per una trattativa che evitasse un sanguinoso assalto e nuovi raid.
Cento combattenti si sono arresi nelle ultime 24 ore, dicono dal fronte, ma la battaglia prosegue.

L’Osservatorio siriano per i diritti dell’uomo, la ong con base a Londra, ha riferito che decine di autobus sono entrati nella notte nella città di Raqqa, dopo aver viaggiato dalla campagna settentrionale.
Gli attivisti dichiarano che i combattenti dello Stato islamico siriano e le loro famiglie avevano già lasciato la città, mentre gli autobus sono arrivati per evacuare i rimanenti combattenti stranieri e le loro famiglie.

Durante gli oltre sei anni dì guerra in Siria, l’arrivo di bus nella zona del conflitto ha spesso segnalato un’evacuazione di combattenti e civili.
Già nel mese di agosto, i combattenti dello Stato islamico avevano accettato di essere sgomberati da una zona di confine con il Libano-Siria: è stata quella la prima volta che i militanti hanno pubblicamente accettato l’evacuazione forzata dal territorio che occupavano in Siria.
Evacuazione verso dove?

Ed oltre quei sempre più ristretti e precari territori ancora occupati da Isis, quanti e quali ritorni nel mondo arabo e in Europa?

Remocontro

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