lunedì 23 ottobre 2017

Austria a destra, e il giovin Kurz dei carri armati al Brennero

Austria domenica al voto, l’estrema destra, sulla strada del debuttante Kurz. Il leader popolare, 31 anni, è il favorito, ma i nazionalisti lo tallonano. Politico allevato nei palazzi, rincorre a destra la destra, e tra xenofobi e razzisti che imita, probabilmente vincerà.
Il giovanotto ministro agli esteri che nel giugno scorso minacciò l’Italia: ‘Bloccate i migranti a Lampedusa o blocco il Brennero’.

«Wunderwuzzi», il mago bambino austriaco

Allora, luglio scorso, in Italia ci interrogammo su eventuali ‘scemenze giovanili’. Quando Sebastian Kurz, trentenne ministro degli esteri austriaco ci minacciò: «O bloccate i migranti a Lampedusa o blocco il Brennero». L’isola lager che l’austriaco avrebbe voluto, lo definì ‘Naziskin’, intendendo peggio. Vocazione storica imbarazzante, quella dei lager, da ricordare al giovanotto e all’Austria.
Ma al peggio non c’è mai fine. Sebastian Kurz, candidato del partito Popolare austriaco è tra i favoriti al ruolo di cancelliere.
Quasi un Di Maio alla teutonica, nessun mestiere prima, nessun corso di laurea concluso, ma tanta grinta e faccia tosta. E con molta più esperienza politica e molte più possibilità di diventare premier. In pochi mesi ha riportato il Partito popolare austriaco a un saldo primo posto e domenica alle elezioni, se non farà errori clamorosi, Sebastian Kurz diventerà cancelliere, oltre che il più giovane leader del mondo a soli 31 anni.

I sondaggi lo danno in testa con 33 punti. Sei di vantaggio sull’avversario della destra ultranazionalista di Heinz-Christian Strache, capo del Partito della libertà, l’Fpö. Quasi a dover fare il tifo per Kurz. Alla guida dell’Austria, dalla prossima settimana potrebbe esserci un giovanissimo conservatore, politico d’azzardo che vuole mandare l’esercito alle frontiere della Ue e rimpatriare i rifugiati. Che promette di pensionare la Grande Coalizione con i socialdemocratici e sulla crisi dei migranti condivide l’idea di fondo del collega populista. L’Austria a destra, non c’è dubbio, ma quanto e a che prezzo?
A pochi giorni dal voto riflettori puntati sulle alleanze per formare il governo, e proprio Strache, che lo tallona con il 27%, potrebbe guadagnarsi un posto da vice cancelliere. Un ritorno alla coalizione nero-blu del 2000, ‘coalizione bruna’ di pessime memorie storiche hitleriane, o più recentemente quando conservatori e ultranazionalisti erano al potere insieme in Austria.

Il giovane politico ha rottamato il vecchio partito trasformandolo in un palcoscenico personale, come già abbiamo visto accadere in Italia. Per chi ne ha paura, Kurz è un «Orban dai toni gentili», guardando alla ringhiosa Ungheria. Lui spopola su Facebook, incassa il sostegno di vip come l’ex campione di Formula Uno Niki Lauda, ma anche rifiuti come quello dell’alpinista Reinhold Messner. Twitta in continuazione e posta sui social retorica nazionalista. ‘Non gli manca certo la «Machtbewusstsein», la coscienza del proprio potere’, dicono gli austriaci.
Kurz, figlio di un’insegnante e di un ingegnere, a 24 anni era già sottosegretario. All’epoca se ne andava in giro con la «Geil-o-mobil», la «macchina figa» e le donnine semivestite sopra per attirare il voto dei giovani, scrive Letizia Tortello su La Stampa. «A 28 mette la maschera del serio, lascia gli studi di Giurisprudenza per fare il ministro degli Esteri».

E questa domenica «Wunderwuzzi», il mago bambino, come è soprannominato, potrebbe diventare cancelliere.

 

AVEVAMO DETTO

L’Austria, il ministro giovanotto e le scemenze

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