Il Re saudita alla corte di Putin

Per lo Stato teocratico più arretrato del mondo, la Russia che fu comunista e atea è stata a lungo la succursale terrestre dell’inferno, annota quasi divertito Bernard Guetta su France Inter. Neppure la caduta del muro di Berlino era riuscita a cambiare le cose, anche perché i legami tra americani e sauditi erano calcolati a miliardi in petrodollari.

Poi l’America di Bush decise di rovesciare il sunnita Saddam Hussein in Iraq, affidando di fatto il comando del paese alla maggioranza sciita, stessa corrente islamica degli iraniani, nemici giurati dei sauditi. Da destra a sinistra (si fa per dire), Obama ha voluto il compromesso sul nucleare che ha permesso all’Iran di uscire dalle sanzioni che soffocavano la sua economia.

A questo punto, diavolo per diavolo, qualcuno s’è detto alla corte di i Riyadh, tratto con chi mi offre maggiori convenienze, ed oggi, in Medio oriente, la politica vincente attorno alla Siria è quella di Mosca.

Molti interessi oltre il petrolio, ma a partire da quello. Principale risorsa di russi e sauditi che condividono l’interesse a controllare i prezzi al barile. Lo avevano già fatto nel dicembre 2016, trovando l’accordo sul taglio della produzione dei paesi esportatori. Adesso Putin cerca di prolungare l’accordo che dovrebbe scadere l’anno prossimo.

È per questo che ha già ricevuto il presidente venezuelano e adesso ospita il re Salman. Ma al mondo non c’è solo il petrolio.

Poi c’è la grande politica con interessi contrapposti. Mosca alleata dell’Iran e del regime siriano, due nemici dell’Arabia Saudita. Ma il referendum per l’indipendenza dei curdi iracheni cambierà molte cose in Medio Oriente, e lì c’è lo zampino Usa. A rischio vecchi confini, salvo trovare il modo per coesistere anche tra vecchi nemici.

La ragion di stato tra le potenze mediorientali, con il sovrano saudita che si trova a trattare con il più potente e rappresentativo alleato dell’Iran, mentre Trump, ridicolmente, insegue con le minacce sull’accordo nucleare con Teheran che tutto il resto del mondo vuole mantenere..

Accoglienze reali

A Mosca, la settimana della cultura dell’Arabia Saudita, con la delegazio ne del Paese arabo che ha affittato tutto il Ritz-Carlton di Mosca. Per discutere di politica energetica e di possibili investimenti sauditi in Russia e Medio Oriente. Ma non solo quello.

La Russia, per la visita del re saudita Salman ben Abdel Aziz Al Saud, ha preparato un pacchetto di contratti per la cooperazione tecnico-militare per un valore di oltre tre miliardi di dollari.

Lo riferisce il quotidiano Kommersant. Secondo le fonti del giornale, questo pacchetto comprende la fornitura dei sistemi missilistici anti-aerei S 400 Triumf. La firma dei contratti dipende dal risultato dell’incontro. Se il risultato sarà positivo, i documenti saranno firmati fine mese.

La controparte russa sta cercando di penetrare nel mercato militare dell’Arabia Saudita da almeno 10 anni. Ma questa volta, valutazione generale, accordo ormai in tasca e un bel pazzo di strategie polito militari sul pianeta da ridiscutere.

Tags: armi Mosca Putin
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