Il premio Nobel per la pace 2017 va a Ican, la Campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari. Il motivo? Si legge dal testo della giuria: «il suo ruolo nel fare luce sulle catastrofiche conseguenze di un qualunque utilizzo di armi nucleari e per i suoi sforzi innovativi per arrivare a un trattato di proibizioni di queste armi». Il motivo non troppo velato? Il conferimento del premio nel mezzo delle tensioni degli Usa con la Corea del Nord e con l’Iran, proprio nei giorni in cui Donald Trump si prepara a smantellare l’accordo sul nucleare iraniano voluto dal suo predecessore Barack Obama.
Infatti, la prossima settimana seguirà il primo passo per la «decertificazione» davanti al congresso: l’esecutivo dichiarerà Teheran inadempiente, come riporta il Washington Post. Poi toccherà fal Congresso prendere posizione, ma non si può tornare indietro. Se Trump sarà dunque sordo e procederà lungo la sua strada, lo stesso vale per Kim, anche se il presidente coreano è abbastanza sordo ai richiami che arrivano dall’Occidente e dai vicini di casa.
BREAKING NEWS The 2017 Nobel Peace Prize is awarded to the International Campaign to Abolish Nuclear Weapons (ICAN) @nuclearban #NobelPrize pic.twitter.com/I5PUiQfFzs
— The Nobel Prize (@NobelPrize) 6 ottobre 2017
Per quanto riguarda la vincitrice del premio, l’Ican, è un’organizzazione non-profit fondata nel 2007, che coinvolge 406 organizzazioni partner in 101 Paesi.
Il Comitato ha rivolto un appello agli Stati perché «si avviino negoziati rivolti alla graduale eliminazione dal mondo delle 15mila armi nucleari». Il prossimo sforzo, ha aggiunto, deve «riguardare gli Stati che hanno l’atomica. È la 19esima volta che il Nobel per la Pace viene assegnato a chi si batte per il disarmo.