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venerdì 22 Novembre 2019

Lobby delle armi Usa, barlumi di vergogna

La potente lobby americana delle armi apre alle prime restrizioni sull’uso delle armi ‘potenziate’, la «bump-stocks» che trasformano un fucile in arma a ripetizione, in un mitra, permettendo il macello di Las Vegas.
Attacco ad Obama, un favore a Trump, e poco altro, in attesa del prossimo massacro.

La potente lobby delle armi Usa, la National Riffle Association (Nra), messa nuovamente sotto accusa dopo la strage di Las Vegas conceda la ‘mancia’ per salvare il bottino, ed ha proposto ‘regole’ (non divieti) per la vendita dei cosiddetti «bump-stocks». I meccanismi che trasformano un normale fucile in grado di sparare un singolo colpo ogni volta che viene premuto il grilletto, in un mitragliatore in grado di sparare centinaia di colpi al minuto. Meccanismo usato dal killer di Las Vegas, Stephen Paddock.

«I meccanismo che consentono ai fucili semiautomatici di funzionari come un mitra dovrebbero essere regolati ulteriormente», concedono a strage avvenuta i vertici della Nra, Wayne LaPierre e Chris Cox, ricordando – con una precisazione politicamente “velenosa” – che il via libera alla vendita dei «bump-stocks» venne data dall’agenzia federale Usa per il controllo delle armi da fuoco, durante l’amministrazione Barack Obama, il loro nemico pubblico n.1.

Depistaggio
L’apertura della Nra è un tentativo evidente di spostare l’attenzione dal problema che negli Usa ci sono più armi che americani e dare la colpa ad un meccanismo, non solo autorizzato dall’ex presidente Obama, ma soprattutto non venduto da loro. Un favore non da poco al presidente amico Donald Trump che, anche dopo la strage di Las Vegas, ha detto che non vuole sentire parlare di limiti alla vendita di armi in nome del ‘II emendamento’.
Disposizione costituzionale del 1791, per consentire a milizie e cittadini di difendersi dal pericolo di un ritorno delle truppe britanniche, quando non esisteva ancora un esercito federale.
Disposizione decisamente caricaturale oggi e strumentalizzata.

Qualcosa si muove
La strage di Las Vegas avrebbe convinto alcuni tra i Repubblicani al Congresso sulla necessità di una legge seria sulle armi. Secondo il `Washington Post´ alcuni parlamentari si sono detti disponibili a rivedere la bozza di legge preparata da Dianne Feinstein, senatrice della California, che già nel 2013, dopo il massacro nella scuola elementare di Sandy Hook in Connecticut del 24 dicembre 2012 -20 bimbi e 6 adulti uccisi da un folle armato di mitra-, aveva proposto di reintrodurre il divieto federale alla vendita di armi d’assalto.
La normativa non era passata, ma per pochi voti.

Coscienza parlamentare Usa
Dal Grand Old Party, il fronte repubblicano più reazionario, sostiene che non è il momento di parlare di limitazioni al diritto alle armi. Per il leader della maggioranza al senato, Mitch McConnell, «è totalmente inappropriato politicizzare quanto successo». Quei 59 morti e quei 500feriti sarebbero dunque solo strumentalità e non politica. Problemi anche in casa democratica dove l’anno prossimo dieci senatori dovranno affrontare l’esame delle urne in Stati in maggioranza rurali dove le sirene della National Rifle Association hanno grande seguito.
La strana democrazia americana.

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