martedì 19 marzo 2019

America Far West follia nazionale

Un arsenale e la follia. Stephen Paddock il killer che ha ucciso 59 persone e ferite più di 500, possedeva 42 armi da fuoco, e 23 le aveva con se, con in auto un composto chimico per esplosivo pronto per chi sa quale altra strage.
Come è possibile sia accaduto, perché neghi Usa possibile che accadrà ancora.

Sembra la ricorsa alla peggiore mostruosità, dove l’islamismo da macello di al-Baghdadi e carogne simili, prova ad inserirsi da abusivo nell’esclusiva tutta americana della follia delle armi. Un arsenale a disposizione della follia. E nessuna tutela, neppure pensata, neppure possibile.
Scopriamo adesso, di fronte a 59 cadaveri, e chi sa quanti altri arriveranno dai più di 500 feriti, che Stephen Paddock, il pensionato killer possedeva 42 armi da fuoco, 23 le aveva con se, in auto un composto chimico per esplosivo con cui, chi sa cosa progettava ancora di fare, di distruggere.
L’Isis, ormai perdente sui campi di battaglia, rivendica il gesto ma l’Fbi e Cia insistono nel ripetere che non esistono collegamenti fra il killer e il terrorismo. Follia e responsabilità tutte americane.

L’ipocrisia dei politici con la pistola

Sempre dopo, e sempre inutilmente. Negli Stati Uniti si riapre la discussione sulla libera vendita di fucili e pistole, ma le azioni dei produttori di armamenti sino rialzo a Wall Street. Hillary Clinton è tornata a fare pressing contro la lobby americana delle armi, il fondatore di Facebook, Zuckerberg, ha chiesto maggiori controlli. Ma la Casa Bianca non dà seguito alle polemiche.
«C’è un tempo e un luogo per il dibattito politico, ma non è ora», taglia corto la portavoce Sarah Sanders. «Il presidente è un convinto sostenitore del secondo emendamento (che garantisce ai cittadini di possedere armi, ndr) e adesso non ha altro da aggiungere». L’America che ha eletto Trump ha, assieme al problema della vendita delle armi, la questioni delle malattie mentali, dell’emarginazione sociale, dell’odio razziale, delle diseguaglianze sociali.

America arsenale affare della Lobby

In America ci sono oltre 300 milioni di armi, più di una per abitante. Pistole, fucili, ma anche strumenti di morte automatici e da assalto pensati per la guerra. Costruirle e venderle è legale a causa del Secondo emendamento della Costituzione, che garantisce il diritto dei cittadini ad avere armi. Eredità dell’America dei coloni arrivati dall’Europa che andavano a prendersi le terre dei ‘pellerossa’. I padri fondatori lo inserirono nella Costituzione come garanzia di autodifesa degli Stati uniti nati da una rivoluzione contro la monarchia britannica, e temevano che Londra cercasse di riconquistare con la forza l’ex colonia. L’anacronismo del Secondo emendamento oggi è evidente, ma c’ la potente Lobby della armi e la destra alla Trump a dire no a qualsiasi freno o regole.

Rifle Association alla Casa bianca

La lobby dei produttori, la National Rifle Association, è così forte, da tenere in pugno gli stessi politici. In particolare i repubblicani, ma anche diversi democratici. Sfrutta bene pure il tema culturale, sostenendo che gli americani hanno sempre avuto la libertà di armarsi, e lo stato non deve impicciarsi delle loro scelte private. E così continuano le stragi, qualunque siano le loro motivazioni. L’ex presidente Obama aveva cercato di limitare le vendite dopo il massacro nella scuola di Sandy Hook, ma nemmeno la morte di tanti bambini innocenti era bastata a sbloccare il dibattito. Il nuovo capo della Casa Bianca Trump sostiene il Secondo emendamento della Costituzione senza limiti o compromessi, e infatti non lo ha citato nel suo discorso di condoglianze, anche perché se non lo difendesse perderebbe di sicuro le prossime elezioni.

Trumpismo a mano armata

Bisogna guardare la Fox News, il network televisivo preferito dagli elettori repubblicani, per capire come funziona da destra quando deve razionalizzare, giustificare una tragedia come quella di Las Vegas. Il tema dominante nei reportage della Fox da Las Vegas in queste ore è l’eroismo, l’altruismo, le storie positive dei soccorritori. La straordinaria bravura delle forze dell’ordine che hanno tratto in salvo rapidamente tante persone. La solidarietà tra gli spettatori del concerto che si sono aiutati a vicenda per salvarsi dalla sparatoria. Tanto coraggio, tanta bontà. Tutte vicende edificanti: l’orrore trasformato in un’opportunità per dimostrare il lato bello e commovente dell’America. Fox News sente il bisogno di cambiare discorso, di spostare l’attenzione verso una sorta di Happy Ending, il lieto fine per zittire la domanda più scomoda: si poteva evitare?

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