• 19 Febbraio 2020

Forze americane con Isis in Siria, denuncia Mosca

Foto aeree delle zone ancora tenute dai guerriglieri dello Stato Islamico, a nord della città di Deir Ezzor in Siria, dove sono visibili mezzi attribuiti della Difesa di Mosca alle forze speciali degli Stati Uniti. Le foto sono pubblicate sulla pagina ufficiale Facebook del ministero russo e rilanciate dall’agenzia di stampa RIA Novosti di cui ‘Analisi difesa’ riporta il testo.
«Con l’aiuto di fotografie aeree, scattate nel periodo dall’8 al 12 settembre 2017 nelle zone in cui sono dislocati i gruppi armati dello Stato Islamico, è stato rilevato un gran numero di veicoli blindati americani del tipo Hummer in dotazione alle forze speciali degli USA», riposta il ‘post’ del ministero.

Intorno a questi obiettivi, capisaldi Isis, le foto aeree non rilevano tracce di assalti, di scontri armati con i terroristi o di crateri da attacchi aerei della coalizione internazionale. «I punti di appoggio delle unità delle Forze Armate degli Stati Uniti si trovano in zone dove, attualmente, sono presenti anche distaccamenti dello Stato Islamico, ma non c’è alcun segno che vi abbiano organizzato una loro difesa armata».
Conclusioni da trarre? «Si può solo dire che tutto il personale militare degli Stati Uniti lì stanziato, in aree in mano ai terroristi, si sente in completa sicurezza», conclude Mosca.

‘Forze Democratiche Siriane’

Altre rivelazioni, sempre col beneficio del dubbio, sulle Forze Democratiche Siriane sotto il controllo degli Stati Uniti che attraversano senza ostacoli il territorio occupato dello Stato islamico in direzione i Deir Ezzor. Un vero e proprio avanti e indietro lungo la valle del fiume Eufrate, l’ultima grande area ancora parzialmente controllata dallo Stato islamico.
Ultima resistenza e bersaglio mirato dei militari siriano col sostegno aereo russo.

Domanda maliziosa da parte di Mosca attraverso il generale Igor Konashenkov, portavoce del Ministero della Difesa: «Con chi e contro chi combattono le forze speciali americane in Siria?».
Le accuse di Mosca su inseriscono ovviamente nel contesto di forte contrasto tra Russia e Stati Uniti evidente soprattutto in Siria.
Già all’inizio dell’offensiva di Damasco verso Deir Ezzor i russi segnalarono le operazioni delle forze speciali americane impegnate ad evacuare esponenti dello Stato Islamico.

Le notizie di quelle compromettenti presenze Usa è confermata anche dall’Osservatorio siriano per i diritti umani, l’Ondus, ong con sede a Londra e vicina ai ribelli siriani ‘moderati’, quindi non sospettabile di simpatie per Mosca.
Sulle operazioni precedenti, l’Ondus ipotizzò che gli americani evacuassero loro informatori infiltrati nell’Isis per non farli catturare dalle truppe siriane e russe.

Legittimi sospetti

Sospetto russo di intese tra statunitensi e Stato Islamico a contrastare l’avanzata delle forze di Assad affiancate da russi e milizie sciite, pasdaran iraniani, Hezbollah libanesi ed altri. Washington del resto, su spin ta israeliana e Arablo Saudita, non ha mai fatto mistero non ha mai fatto mistero della sua ostilità nei confronti di Damasco, ora vincente nel conflitto interno che gli Stati Uniti avevano sostenuto e in parte armato.
Già ad Aleppo i russi e i siriani affermarono di aver catturato consiglieri militari occidentali (almeno uno statunitense e uno israeliano, più alcuni europei) che operavano nel quartier generale dei ribelli.

In questo contesto si spiegherebbe la rapida avanzata delle SDF che hanno sospeso l’assedio a Raqqa, ormai difesa da poche centinaia di jihadisti barricati nel 20% della città, per lanciarsi alla massima velocità verso Deir Ezzor e i territori in mano all’Isis ad est dell’Eufrate prima che lo facessero russi e siriani.
Un’avanzata sospetta per la sua rapidità e per l’assenza di resistenza opposta dai miliziani del Califfato. Anticipare Damasco su quel fronte, sostiene Mosca.

Possibile, probabile, indimostrabile

Ovviamente la denuncia di Mosca potrebbe anche essere propagandistica, le foto scattate anche altrove o rappresentare comunque contesti diversi. Ma le tensioni tra le forze USA/SDF e l’esercito di Damasco sono reali, e ora Mosca avverte chi sta accanto ai miliziani anti Assad, che se provano ancora a sparare contro, loro si arrabbiano a bombardano, chiunque sia ‘ospite’ delle SDF.
Un contro da saldare su alcune sospette incursioni dello Stato Islamico che hanno ucciso tre militari russi che sarebbero state aiutate da ‘suggerimenti’ sospetti.

La presenza di veicoli Hummer da sola non basta a dimostrare la presenza di personale statunitense. Gli Hummer, mezzi non certo rari in Siria e Iraq, sono però già segnalati con equipaggi statunitensi sul fronte di Raqqa. Tutto possibile, molto probabile, ma di difficile documentazione.
Russia Today ha riferito che le foto mostrano anche la presenza di veicoli protetti Cougar ma anche questi sono in dotazione all’esercito iracheno e potrebbero essere stati catturati dall’Isis e poi dalle SDF.
Sole certezza, che lungo l’Eufrate le forze speciali russe e statunitensi sono ormai faccia a faccia.

Le didascalie delle foto

Nella foto 1
Deposito di munizioni, Siria, Provincia di Deir-Ezzor, 75 km nord di Deir-Ezzor, 8 settembre 2017

Descrizione da sinistra in senso orario: Terrapieno di protezione – Camion – 10 Minivan – Camion – 3 Coguar – Antenna per i collegamenti mobili – 2 pick-up armati

Nella foto 3
Caposaldo, Siria, Provincia di Deir-ez-Zor, 7 km est di Abu Khashab, 8 settembre 2017

Descrizione da sinistra in senso orario: Pick-up armato – Automobile – 5 automobili – Veicolo tipo Hummer – Terrapieno di protezione -Veicolo tipo Hammer – 5 automobili Pick-up armato – 2 automobili

Remocontro

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