venerdì 26 aprile 2019

Accordo al ribasso Italia Francia sulla cantieristica

Coreani sì, italiani no. Accordo 50-50 Francia e Italia, sul controllo dei cantieri navali Stx di Saint Nazaire venduti ai coreani e poi falliti. La Francia di Macron prima li nazionalizza, e ora impone metà e metà, salvo ‘prestare’ l’1% a Fincantieri per comandare, ma non troppo. Zuccherino, una ipotetica alleanza per la cantieristica militare.
Partita francese
L’accordo sarà ufficializzato nel bilaterale Macron-Gentiloni in corso a Lione.

Un compromesso molto compromesso

La Fincantieri che aveva comprato tutto, ora dovrà accontentarsi del 51% dei diritti di voto con il prestito di 1% da parte dei francesi ma con la possibilità per Parigi di riprendere l’1% prestato nel caso che non vengano rispettati gli impegni. O comunque le giri. Lo scrive Le Monde ricordando che stasera a Lione l’accordo sarà ufficializzato nel corso del bilaterale tra il presidente Emmanuel Macron e il presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni. La decisione del governo francese a fine luglio di nazionalizzare i cantieri di Saint Nazaire, in precedenza di proprietà coreana sino al recente fallimento. Corea sì, Italia no. E la proposta a Fincantieri di accettare la divisione del capitale al 50%, proposta respinta, accordo congelato e contenzioso aperto tra i due Paesi.

La soluzione prevede che Parigi presti l’1% del capitale di Stx a Fincantieri per 12 anni, con regolari riunioni per verificare il rispetto degli impegni. Secondo fonti italiane che stanno limando l’accordo, Fincantieri potrà nominare presidente, amministratore delegato e la maggioranza dei consiglieri di amministrazione. Rispetto alla possibile revoca del prestito dell’1% le stesse fonti segnalano come clausole simili erano previste anche nell’accordo precedente che accordava allo Stato francese il diritto di ricomprare la quota detenuta dalla società. Sbloccata la vicenda Stx, promettono un ‘campione mondiale’ nel settore navale, civile e militare.

Gli accordi segreti

Parte nascosta dell’accordo non ancora ufficiale, un’alleanza nella cantieristica militare, che chiama in causa altri soggetti: Thales, azionista di Naval Group, e l’italiana Leonardo. Chiusa la battaglia navale sui cantieri, l’unità di crisi di Palazzo Chigi deciderà se contestare al colosso francese dei media Vivendi la mancata comunicazione della conquista di Telecom Italia. A quel punto, Vivendi avrà 90 giorni di tempo per giustificare la sua condotta. L’eventuale sanzione sarà decisa dal nostro governo a fine anno. E si parla di una multa possibile di 300 milioni di euro. Sempre Vivendi è chiamata dal Garante per le Comunicazioni a scegliere fra Tim e Mediaset, di cui ha il 28,8% delle azioni e il 29,9 per cento dei diritti di voto.

Dossier decisamente riservato, l’accordo in ambito spaziale che firmeranno Thales Alenia Space Italia e Arianspace. Il contratto regola la messa in orbita – con i lanciatori Vega C (Avio) e Soyuz – di due satelliti italiani (Cosmo-SkyMed), realizzati da Thales Alenia Space. Cosmo è un sistema avanzato di osservazione della Terra dallo spazio. Tra le altre cose, permette di vedere sia di notte che di giorno, in ogni condizione climatica, i disastri provocati da terremoti, alluvioni, uragani e frane. Consente anche di osservare i confini, e pertanto lo sbarco di migranti. Thales Alenia Space è capocommessa e responsabile dell’intero sistema.

 

 

 

 

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