giovedì 22 Agosto 2019

Torna l’«Asse del male» Corea-Iran

COREA e IRAN i supercattivi per George W. Bush nel 2002, assieme all’Iraq. 15 anni e due presidenti dopo, torna l’Asse del male, edizione Trump, con l’Iraq spianato dalle bombe Usa e dalla fanteria Isis.
In Iran, test del nuovo missile balistico Khorramshahr, con un raggio d’ azione di 2.000 chilometri.
La Corea traballa per un terremoto e il mondo trema per una nuova bomba atomica.
A cosa servono gli insulti personali e le provocazioni del presidente Usa?

«Asse del male», in lingua inglese ‘axis of evil’. Una invenzione di George W. Bush nella sua caccia al terrorismo internazionale dopo l’11 settembre. Ne nacquero due guerre a perdere, Afghanistan e Iraq, mentre sono rimaste in campo Corea del Nord e Iran.
Nei giorni scorsi, nello parterre planetario Onu, i successore di Bush, Tramp, insulta personalmente il presidente coreano (‘Rachet Man’), minaccia di spianare il Paese, e preavverte il mondo che sul nucleare iraniano lui se ne frega del parere contrario degli alleati, e vuole punire i nemici Ajatollah in contro Arabia Saudita e Israele.
Politica della provocazione e della prepotenza, con dubbi risultati, già da ieri, a leggere i primi fatti.
La Corea traballa per un terremoto e il mondo trema per una nuova bomba atomica. Mentre l’Iran chje ha fatto pace col mondo, testa un missile, a dire che certe prepotenze non sono gradite.

Il missile iraniano

Iran, test di un nuovo missile balistico. Il ‘Khorramshahr’, mostrato ieri per la prima volta nella parata militare a Teheran che commemora la guerra con l’Iraq degli anni Ottanta. Ieri in tv le immagini del lancio, mentre il presidente Rohani annunciava l’intenzione dell’Iran di rafforzare le sue capacità militari. Una risposta evidente a Trump, che ha rimesso in discussione l’accordo sul nucleare con Teheran, da lui definito “imbarazzante”, e ha imposto nuove sanzioni all’Iran proprio per via del suo programma missilistico.
«Il nostro potere militare non è progettato per attaccare altri Paesi», aveva detto Rouhani all’Assemblea delle Nazioni Unite. Problema vero per gli Stati Uniti e alleati mediorientali, l’appoggio dell’Iran al regime siriano, agli islamisti palestinesi e ai ribelli Houthi in Yemen. Insomma, come già detto, Arabia Saudita e Israele

Terremoto coreano

Corea del Nord, scossa sismica di magnitudo 3,4, e il mondo trema temendo una nuova bomba atomica in risposta agli insulti rivolti al ‘leader massimo’ dal collega Usa. Secondo le fonti più accreditate il terremoto è stato di origine naturale, ma c’è ancora chi sospetta il peggio.
Secondo i sudcoreani il terremoto di oggi potrebbe essere anche effetto di un crollo del terreno o delle strutture del sito di prova. Lo United States Geological Survey (USG) si limita a constatare che “il sisma è avvenuto nell’area del test del 3 settembre, a una ventina di chilometri di distanza”, ma afferma anche che “questa volta non possiamo confermare con certezza la causa (naturale o artificiale) della scossa”.
Accedeva mentre in Alabama Trump definiva Kim Jomg-un “Piccolo pazzo” dopo averlo chiamato “uomo missile” all’Onu. Il nuovo affondo del presidente americano rischia di acuire ulteriormente la tensione tra Stati Uniti e Corea del Nord, all’indomani della minaccia lanciata da Pyongyang di far esplodere un ordigno all’idrogeno nel mar del Pacifico.

Intemperanze trumpiane

Rivelazioni sul discorso di Trump all’Onu. Contemporaneamente alle nuove accuse pronunciate dal presidente americano nei confronti del regime nordcoreano, emergono nuovi particolari sul discorso di Trump alle Nazioni Unite, finora rimasti sconosciuti. Molti dei più stretti consiglieri del presidente americano lo avevano messo in guardia dall’attaccare personalmente il dittatore nordcoreano nel discorso davanti all’Onu, avvertendo che un affondo diretto contro Kim Jong-un avrebbe portato inevitabilmente ad una ulteriore escalation della tensione.
Lo riportano alcuni media americani citando fonti della Casa Bianca, secondo cui l’espressione “uomo missile in missione suicida” e la minaccia di “distruggere totalmente” la Corea del Nord non erano due passaggi contenuti nel testo originale del discorso.

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