lunedì 23 ottobre 2017

Germania, la certezza di Merkel 4, ma quanti nazi populisti?

Il quarto mandato alla cancelliera Angela Merkel non sembra essere in dubbio. Come appare certa la sconfitta dei socialdemocratici. Ma poi? Quanta destra populista con rigurgiti nazisti arriverà al Bundestag, e per fare cosa?
Il partito xenofobo Alternative für Deutschland nei sondaggi supera il 10%

Angela Merkel insostituibile e si sapeva, come confermano unanimi gli ultimi sondaggi prima del voto. E i socialdemocratici di Martin Schulz a precipizio, secondi con distacco, altrettanto certi. Difficili sorprese sulla vincente e sull’inseguitore. Ma chi salirà sul podio politico tedesco come ‘medaglia di bronzo’? Rischio probabile che AfD, Alternative fuer Deutschland, il partito di estrema destra, xenofobo e in odore di filo-nazismo, faccia un ingresso massiccio al Bundestag, il Parlamento federale. Probabile, dicono i sondaggi, che litigano soltanto sulla quantità,mentre un certo brivido corre lungo le schiene dell’Europa. L’ultra destra xenofoba e populista tedesca, dati i precedenti storici, fa più paura di quanto stiamo vedendo accadere in Polonia, in Ungheria, in Slovacchia, l’Europa di Visegrad e i suoi confini baltici.

I filo nazisti nuovamente al Bundestag, scrive molta stampa, facendo riferimento ai tempi di Hitler. Ma non sarà la prima volta nel dopoguerra, smentisce la Sueddeutsche Zeitung, ricordando che già agli esordi della Repubblica, nel 1949, 1953 e 1957, il colpo riuscì per ben tre volte alla Deutsche Partei, forza politica dell’ultradestra con legami negli ambienti degli ex nazisti, che il cancelliere Adenauer non ebbe problemi ad accettare addirittura come partner nella coalizione di governo. Nel 1953, un altro partito della destra radicale, la BHE, che si rivolgeva ai profughi tedeschi cacciati dai territori dell’Est, entrò al Bundestag, sempre sotto Adenauer, e piazzò un ministro che da studente aveva partecipato al fallito putsch di Hitler del 1923. Insomma, la Germania la sua quota di nazismo in casa l’ha sempre avuta e politicamente metabolizzata. Ieri.

Ma a far paura oggi sono, certi segnali diffusi in altre parti d’Europa, e le possibili dimensioni del successo elettorale di AfD. Potrebbero essere tra 70 e 80, forse addirittura 100 i deputati di estrema destra nella nuova Camera bassa, su un totale di 650. Non è la proporzione e far paura, ma la consistenza. Spiega Paolo Valentino, sul Corriere della Sera: “significherebbe disporre di un apparato di quasi 400 persone, un bilancio di almeno 30 milioni di euro, una vicepresidenza, una presenza costante nelle emittenti pubbliche. Di più, se Angela Merkel dovesse nuovamente ritrovarsi alla guida di una Grosse Koalition con la Spd, allora AfD potrebbe essere la prima forza di opposizione e quindi aver diritto alla presidenza della potente commissione per il Bilancio.

Le elezione di domani come possibile frattura nella storia tedesca, scrive Die Zeit. A far paura oggi alcune biografie dei futuri deputati di AfD, ci ricorda Paolo Valentino.
«Gente come il giudice di Dresda Jens Maier, 55 anni, mai stanco di castigare «il culto della colpa dei tedeschi» o la «produzione di popoli meticci». O come Wilhelm von Gottberg, 77 anni, candidato in Bassa Sassonia, che liquida l’Olocausto come «l’efficace strumento per criminalizzare i tedeschi». Poi c’è l’hooligan Sebastian Muenzenmaier, 28 anni, indagato per lesioni gravi dopo aver guidato una banda di ultras del Kaiserlautern all’assalto di un bus di tifosi del Mainz, pieno di donne e bambini. Su tutti, spicca il co-leader del partito, l’ineffabile Alexander Gauland, che ai primi di settembre ha rivendicato (sic) «il diritto di essere fieri delle imprese dei soldati tedeschi in due guerre mondiali». È lui che, sul modello di Trump con Hillary Clinton, promette di creare una commissione di inchiesta sulla politica illegale di Angela Merkel verso i rifugiati».

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