lunedì 23 ottobre 2017

Theresa ‘Creativa e immaginativa’

La premier britannica parla a Firenze. «Saremo creativi ed immaginativi», che non si capisce bene cosa voglia dire, ma ammorbidisce i toni Brexit. Poi i gli interessi veri, «Non abbandoneremo gli intenti comuni per la sicurezza»: pariamoci tutti assieme le spalle.

Theresa May dal volto umano
La premier britannica è a Firenze in missione promozionale, non per contrattare, e può e le conviene esibire il lato migliore, suo e della Brexit.
«Stiamo lasciando l’Unione europea, ma non stiamo lasciando l’Europa».
Durezze anche di toni, di uso delle parole, dimenticati. La trovata del «Saremo creativi ed immaginativi», detta a Firenze, assume ben altro peso.
Ad ascoltare il leader un parterre di circa 200 ospiti, soprattutto imprenditori e finanzieri italiani e britannici, il sindaco di Firenze, Dario Nardella, e a nome del governo italiano, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega per gli Affari europei, Sandro Gozi.

Creativi ed immaginativi e molto concreti
Il processo della Brexit è inarrestabile ed «E’ nel nostro interesse che i negoziati sulla Brexit abbiano successo». «Gli occhi del mondo sono puntati su di noi e se si riuscirà a essere creativi e immaginativi sul modo in cui sarà stabilita la nuova relazione tra Londra e l’Ue, allora credo che potremo essere ottimisti sul futuro che sarà forgiato».
«Non faremo più parte del mercato unico, sappiamo che esso è fatto di equilibrio tra diritti e obblighi», ha affermato la premier britannica, aggiungendo che «non si possono imporre dazi». «Ma sappiamo – ha aggiunto – che non possiamo avere tutti i benefici senza obblighi, il nostro compito dunque è cercare un partneriato stretto con un equilibrio diverso».

Londra-Europa più di Londra-Canada
Si punta ad un accordo commerciale post Brexit con l’Ue più stretto di quello raggiunto di recente dal Canada, che è quello più avanzato, ma rappresenterebbe comunque una restrizione. «Possiamo fare meglio».
L’interscambio già esistente fra il Regno e i partner europei è un fattore da cui a giudizio della premier sarebbe sbagliato prescindere.
Poi il messaggio diretto agli ospiti italiani. «Vogliamo che restiate, siete un valore aggiunto per noi» è stata l’affermazione della May riferendosi ai 600.000 italiani che vivono nel Regno Unito. «Vogliamo che i cittadini Ue possano restare, con gli stessi diritti che hanno ora».
La Gran Bretagna – ha ribadito – intende offrire piena garanzia per i diritti dei cittadini Ue residenti nel Paese. Le corti britanniche recepiranno la giurisprudenza della corte europea.

Protesters and signboards in Piazza Santa Maria Novella

“Brexit not in my name”, inglesi in piazza a Firenze
“Not in my name” l’uscita dall’Ue: è uno dei tanti cartelli che un gruppo di una cinquantina di inglesi, riuniti in piazza Santa Maria Novella, hanno issato per protestare contro la scelta di uscire dall’Unione europea. Contestazione alla premier britannica Theresa May a Firenze. “Europe is my country”, scrive su un cartello preparato su una delle panchine della piazza, una signora inglese da anni residente in Toscana. Numerosi anche i richiami al diritto di voto perduto per i cittadini britannici che vivono in Europe: “Denied e vote denied a voice”.

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