• 19 Febbraio 2020

Trump, «Insane in the membrane», pazzo, fuori di testa

Trump fuori di testa. Mai, nella storia recente degli Stati Uniti, una frattura tanto forte tra Casa Bianca e opinione pubblica. Ovviamente parliamo della parte di popolazione che si oppone al presidente in carica e ovviamente parliamo di Donald Trump, miliardario immobiliarista finito a sorpresa al governo del Paese più potente del mondo.

Insane in the membrane
pazzo, fuori di testa
cervello bacato

Lo dicono loro del loro presidente. Loro Newsweek, prestigiosa rivista statunitense che racconta il mondo dal 1933. Una patente di matto al presidente diffusa in 3 milioni di copie negli Stati Uniti e 4 milioni nel resto del mondo. Bel regalo a The Donald.
Il quale da solo fa per tre.
E all’assemblea generale delle Nazioni Unite riesuma l’Asse del Male inventato da Bush

Rocket man e lo spaccone

Il coreano Kim Jong-un definito “rocket man in missione suicida”, ma minaccia a ”distruggere interamente la Corea del Nord”. Battutista e spaccone. Se la Corea del Nord non avesse armi nucleari e missili balistici, il Kim avrebbe probabilmente già fatto la stessa fine di Saddam Hussein o di Gheddafi.
Dalle battute ai fatti, sulla Corea scenari da brivido elencati da Analisi difesa.

1 – Un attacco missilistico nordcoreano contro Guam, Seul o Tokyo comporterebbe una rappresaglia proporzionale e devastante se l’attacco venisse effettuato con armi di distruzione di massa. Il regime di Kim verrebbe annichilito in meno di 24 ore, ma con milioni e milioni di morti.
2 – Un attacco preventivo Usa per distruggere siti nucleari, centri di comando, depositi, rampe di missili, ordigni atomici, se anche avesse successo non priverebbe certo Pyongyang della capacità di colpire Seul con l’artiglieria tradizionale. Centinaia di migliaia di morti previsti nel conto.
3- Nessuno dei sistemi di difesa antimissile schierati da Usa, Corea del Sud e Giappone in mare (Aegis) e su basi terrestri (Thaad e Patriot) offre la garanzia di poter intercettare tutti i missili balistici nordcoreani (circa un migliaio tra vettori a breve, media e lunga gittata).

Di fatto, la storia insegna che contro le potenze atomiche non si possono combattere guerre, se non a un prezzo che nessuno è disposto oggi a pagare. E all’Onu diventa evidente l’incapacità di Trump di pensare a nuove strade, inevitabilmente basate sul negoziato.

Nucleare iraniano in conto terzi

Bernard Guetta, su France Inter, Francia, non usa perifrasi. «Quando Donald Trump attacca il compromesso nucleare con l’Iran e lascia intendere che potrebbe ritirarsi dall’accordo, il mondo intero si preoccupa e si ribella, a eccezione di due paesi: Arabia Saudita e Israele».
Scambio tra sanzioni economiche contro Teheran con l’arresto del programma nucleare iraniano, poco vantaggioso, ripetono israeliani e sauditi assieme a Trump. «E niente di tutto ciò è falso», ma..
Ma, se l’accordo sul nucleare saltasse, l’interventismo iraniano non si ridurrebbe di certo. E la Repubblica islamica avrebbe tutti i motivi di rilanciare il suo programma nucleare, con gli Stati Uniti nell’alternativa tra non fare niente o bombardare le strutture iraniane con il rischio di provocare il finimondo nell’area.
«Trump non dovrebbe minacciare l’accordo. Sarebbe una follia -l’analista Guetta -Ma continuando a criticare l’Iran e il compromesso il presidente americano potrebbe ritrovarsi costretto a fare qualcosa di irrimediabile».

rem

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