• 27 Febbraio 2020

‘Le Figaro’: 5 milioni a trimestre in Libia per fermare i migranti

Guerra tra bande attorno ai soldi per fermare i migranti

«À Sabratha, l’argent lié au trafic des migrants a rallumé la guerre des gangs». Il titolo di ‘Le Figaro‘, è netto, ma sono i dettagli a seguire e creare problemi all’Italia: «5 millions d’euros la somme que verserait Rome chaque trimestre pour stopper le trafic de migrants». Proviamo a dirla all’italiana: 5 milioni trimestre a ‘sostenere’ l’impegno di milizie libiche di ‘varia natura’ per bloccare il traffico di migranti. Pochi soldi (relativamente ) per buoni risultati, nell’interesse nazionale, potrebbe essere la risposta difficilmente contestabile. Salvo il problema che l’Italia nega di farlo, almeno formalmente.
Ed ecco che la reiterazione della notizia prima lanciata dalla stampa anglosassone (Associated Presse, The Times, Washington Post), e ora di mano francese, diventa sospetta di malevolenza nei confronti dell’Italia in Libia, o almeno, di malizia mirata.

Cosa dice Le Figaro
Da domenica a Sabratha, la città ‘capitale’ del traffico di migranti, 70 km ad ovest di Tripoli, si combatte. Scontri tra bande, per spartirsi il bottino. I soldi per la lotta contro l’immigrazione clandestina. Sparatoria e morti tra la ‘brigata Dabbashi Anas’ e la ‘Camera delle operazioni’ (Citamhre), la forza militare ufficiale della città. Scontro tra due clan.
Le rivelazioni secondo cui l’Italia avrebbe firmato un accordo finanziario con Ahmed Dabbashi, ‘al-Ammon’ (lo zio), per fermare il contrabbando dei migranti, avrebbero fatto esplodere la guerra.
Il quotidiano conservatore francese, ripete cose note, ma letta con accentuata malizia. Al-Ammou, grande trafficante di esseri umani in Libia, e i suoi uomini sono responsabili della sicurezza del sito del gas di Mellita, gestito dal gigante italiano Eni. Punto decisamente dolente in Francia.

Brandelli dell’inchiesta dell’Associated Press già abbondantemente saccheggiata, con la novità, sul fronte contrabbandieri a caccia di sostegni di varia natura, della loro funzione ‘antiterrorismo’. Due persone, che erano pronte a partire per l’Europa, e sono state collegate alla Brigata Anas Dabbashl, appartenente a Boko Haram, il gruppo islamico dell’Africa profonda presente anche a Sabratha.
Dettagli di marcato nella non chiara partita tra guardie e ladri. «’Ahmed Dabbashd bloque les trafiquants concurrents, mais continue d’envoyer ses clients’, certifie Bassem alGarabli, représentant du bureau de lutte contre l’immigration clandestine i Sabratha». Il povero rappresentante dell’ufficio della lotta contro l’immigrazione clandestina a Sabratha, che denuncia la ‘concorrenza sleale’ tra clan. Lo ‘sbirro’ che blocca i traffici dell’avversario per far fiorire quelli dei banditi amici.

Remocontro

Remocontro

Read Previous

Trump rompi tutto: dopo il clima, il nucleare iraniano?

Read Next

Ribelli siriani cercano nuovo arruolamento