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giovedì 12 Dicembre 2019

Trump parla al mondo e dice cose fuori dal mondo

L’America di Donald Trump e il mondo, “America First” sbattuto in faccia ai leader mondiali detta quasi alla Marchese del Grillo. Minacce ai nemici noti, Corea, Iran, Venezuela, Cuba. Crisi che esalti, crisi che ignoti, vedi lo Yemen per non far torto agli amici sauditi. Il Medio oriente sempre visto da Israele. Qualche brontolio con Cina e Russia, ma con tanta prudenza. Clima, fa finta di fregarsene ma ha gli uragani in casa. Stati Uniti mai tanto isolati dal resto del mondo.

America di un altro mondo

72esima Assemblea generale delle Nazioni Unite, prima passerella planetaria per il neopresidente Usa Donald Trump. Al Palazzo di vetro, il suo era l’intervento più atteso. 41 minuti di intervento. “America First”, sbattuto in faccia ai leader mondiali detta quasi alla Marchese del Grillo (Lui è lui e noi non siamo.. niente). Vanesio: «Gli Stati Uniti hanno fatto molto bene dalla mia elezione». «La Borsa è a livelli record e l’occupazione in aumento». Discorsi di chi ha problemi in casa

Siamo un mondo in pezzi

Il resto del mondo descritto poco prima dal Segretario generale Onu Antonio Guterres. «L’economia globale sta diventando sempre più integrata, ma il nostro senso di comunità globale potrebbe disintegrarsi – ha avvertito – Le società sono frammentate, il dibattito politico è polarizzato. La fiducia nei e tra i Paesi viene ridotta da chi demonizza e divide. La paura per la minaccia nucleare della Corea del Nord non è astratta ma noi non dobbiamo andare verso la guerra come dei sonnambuli»

Il Trumpeggio

Corea. Tornano gli ‘Stati Canaglia’ partire dalla Corea del Nord, il “flagello dei regimi canaglia”.
«Se ci attaccheranno non avremo altra scelta che distruggerli».
Kim Jong-un diventa il “Rocket Man” in missione suicida, come l’ha definito.
«È un oltraggio che ci siano Paesi che sostengono Pyongyang», ma subito dopo ringrazia Mosca e Pechino per aver votato a favore delle nuove sanzioni al consiglio di sicurezza Onu, anche se entrambi contrari a qualsiasi soluzione armata.

Iran. Dopo la Corea, l’Iran, bersaglio assieme ad Obama. «È imbarazzante per gli Usa far parte dell’accordo con l’Iran», liquidando a battute anche l’accordo promosso da Obama che ha favorito dopo 50 anni il disgelo nei rapporti con l’Occidente. «Uno stato canaglia che esporta violenza, sangue e caos”, e che inoltre “invoca la distruzione degli americani e dello stato di Israele».
«L’Occidente deve porre fine al regime di Teheran». Altro accordo internazionale (il nucleare iraniano) che Trump si appresta a stracciare contro il resto del mondo.

Il giardino di casa. America Latina, Cuba e Venezuela. Parecchi passi indietro nella storia nei confronti dell’isola. «Non toglieremo le sanzioni a Cuba finché non faranno le riforme per il popolo». Guerra dichiarata invece -quasi una promessa- per il Venezuela. «Il regime di Maduro ha portato il Venezuela a una situazione del tutto inaccettabile. La sua dittatura socialista ha generato dolore e sofferenza al popolo di questo Paese che è sull’orlo del collasso totale. Bisogna fare qualcosa, noi stiamo facendo passi seri, siamo pronti ad altre azioni se il governo non farà nulla».

Clima

Nel suo intervento, Trump non ha fatto alcun riferimento alla questione del clima. Ma in mattinata il presidente francese Emmanuel Macron, anche lui alla sua prima volta all’Assemblea generale Onu. «L’accordo sul clima di Parigi è ingiusto per gli Usa», sostiene l’americano. Nessuno sconto, replica Macron. «Deploro la decisione americana ma proseguirò nel dialogo con il presidente Trump perché sono convinto che alla fine capirà. I devastanti uragani che hanno colpito i Caraibi e gli Stati Uniti nelle ultime settimane sono una diretta conseguenza dei cambiamenti climatici. La loro violenza, la loro frequenza, è chiaramente correlata al riscaldamento climatico».

Il terrorismo mio o tuo

«Servono piani precisi, contro ogni gruppo terroristico. È necessario isolare i Paesi che supportano gruppi come al-Qaeda, gli hezbollah, lo Stato islamico, i talebani». Ecco perché, ha spiegato Trump, è stato necessario il rinnovo della missione militare in Afghanistan, approvata a fine agosto, nonché il mantenimento della presenza armata contro daesh in Siria e Iraq. Medio oriente a lettura israeliana. Torna «Il regime criminale di Bashar al-Assad», e le accuse di impiego di armi chimiche. Gran finale riservato alla vittoria contro l’Isis: «Abbiamo ormai ottenuto significativi successi nel cacciarlo dal Medio Oriente». Su quanto (e cosa) abbiano fatto gli Stati Uniti con Isis, deciderà la storia.

Tweet finale
«Oggi grande giorno alle Nazioni Unite -aveva scritto su Twitter prima di parlare all’Assemblea il presidente americano- stanno accadendo molte cose buone e alcune complicate. Noi abbiamo un ottimo team. Grande discorso alle 10 A.M.».
‘Grande discorso’, ‘Big speech’, dice lui.
Donald J. Trump ✔ @realDonaldTrump
Big day at the United Nations – many good things, and some tricky ones, happening. We have a great team. Big speech at 10:00 A.M.

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