• 19 Febbraio 2020

Manovre militari da guerra fredda in Europa

Manovre e contromanovre militari
Ai confini delle due Europe, come le chiama Bernard Guetta, France Inter, dove l’Unione europea e la Federazione russa si sfiorano, quindici paesi tra cui gli Stati Uniti, si esercitano in Ucraina dall’11 settembre.
Dal 13 settembre in Bielorussia sono schierati 12.700 uomini delle truppe russe e bielorusse nell’operazione ‘Zapad 2017’, Ovest 2017, che potrebbe mobilitare sino a centomila soldati.
Le due Europe mostrano i muscoli, una di fronte all’altra sempre meno per scherzo e con sempre più protagonisti coinvolti. Ed esempio Stoccolma ha lanciato le più vaste esercitazioni degli ultimi 23 anni. La Russia pensa che gli occidentali vogliono accerchiarla estendendo la Nato fino alle sue frontiere. Ucraina, Polonia e Stati del Baltico sono convinti che l’annessione della Crimea sia solo il primo passo di una riconquista russa contro cui vogliono mobilitare la Nato.

Troppe paure sul fronte orientale
La Nato a spinta americana preme ormai direttamente sui confini russi con scudo missilistico e presenza militari sempre meno simboliche, mentre l’Unione europea sempre meno unita, aggrega anche l’Ucraina nel blocco problematico dei Paesi ex comunisti che già ha in casa.
Sospetto contrapposto, la Russia vuole rimettere piede nei suoi vecchi possedimenti solo per impedire che entrino nella Nato. A sua volta l’Alleanza atlantica non può rifiutare la sua protezione a paesi che ne fanno già parte o aspirano a entravi.
Dunque, la Russia non vuole la Nato alle sue frontiere mentre gli occidentali non vogliono permettere al Cremlino la ricostituzione del suo impero sovietico perduto. Sui due fronti regna la paura, valuta Guetta, che esprime i suoi timori su Internazionale: «Se non faremo niente per invertire questa tendenza, a forza di preparare la guerra finiremo per averla come nell’est dell’Ucraina».

Tutto possibile niente inevitabile
Nessun compromesso possibile, spazio di accordo, mediazione da tentare? Se tutto è possibile, guerra compresa, nulla è impossibile per un accordo che stemperi le tensioni. Basterebbe che le parti coinvolte diano peso e prendano in considerazione il punto di vista dell’altro.
La Nato americana e gli occidentali dovrebbero -ad esempio- impegnarsi a non estendere a est l’Alleanza atlantica. La Russia dovrebbe impegnarsi a non immischiarsi negli affari interni degli che sono usciti dal protettorato di Mosca.
Basterebbe poco, analisi di Guetta: «Dirigersi verso una neutralità dell’Ucraina, della Bielorussia, della Moldavia e, più a est, nel Caucaso, della Georgia, trasformando questi paesi in ponti tra l’Unione e la Federazione, tra i due pilastri del continente che, evidentemente, hanno tutto l’interesse a organizzare la loro complementarietà».

Se anche la Svezia si scalda
In attesa che i buoni propositi possano maturare, manovre militari anche dove era difficile immaginarle. In Svezia ‘Aurora17’, in campo principalmente soldati svedesi con piccoli contingenti, per un totale di circa 1400 uomini, provenienti da Finlandia, Danimarca, Norvegia, Francia, Estonia, Lituania e Stati Uniti. Operazioni aria, terra e mare, soprattutto nella regione di Stoccolma, e nell’isola di Gotland, nel Baltico. L’esercitazione simula un attacco al Paese da parte di ‘forze straniere’. Le manovre testimoniano l’aumento delle tensioni regionali e il timore di un attacco a sorpresa da parte della Russia. Ulteriore pessimo segnale, il Paese scandinavo, tradizionalmente neutrale e fuori del Patto Atlantico, ha reintrodotto la leva obbligatoria non riuscendo a completare il proprio esercito con i soli volontari.

Remocontro

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