domenica 19 novembre 2017

Disastri ambientali legati al clima bomba sul pianeta

Nubifragio su Livorno e gli uragani nei Caraibi di violenza assoluta.
Morti, distruzioni, polemiche e imprevidenza umana.
Clima: 90 aziende responsabili del 50% aumento temperature.
Livorno, le meschine polemiche Comune Regione.
Florida, l’uragano Irma e Trump.

La cronaca su Livorno è nota e tragica, sei morti accertati, una intera famiglia con un bimbo. Ma ne parleremo dopo, nei dettagli. Partiamo dalla notizia chiave che secondo noi sta a monte, tra le cause dei drammi.

Aziende killer

Le emissioni delle novanta aziende globali più importanti per la produzione di combustibili fossili sono responsabili di quasi il 50% dell’incremento della temperatura, del 57% dell’aumento di CO2 nell’atmosfera e del 30% dell’innalzamento del livello del mare dal 1880 a oggi. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista scientifica ‘Climate Change’ da un gruppo di scienziati aderenti alla Union of concerned scientists, sigla nata nel 1969 nell’ambito del Massachusetts Institute of Technology.
Lo studio elenca e traccia le emissioni dei 90 produttori più importanti di combustibili fossili, tra cui Bp, Chevron, Shell, Total, ExxonMobil. Nella lista figurano anche Eni e Italcementi che avrebbero contribuito all’aumento delle temperature rispettivamente per lo 0,3% e lo 0,02%. Gli autori dello studio individuano le società con maggiori responsabilità tra le grandi aziende petrolifere e carbonifere americane, cinesi, dell’ex Unione Sovietica e della regione del Golfo Persico.

Nubifragio a Livorno

La furia del nubifragio che era attesa in Liguria si è sfogata sulla Toscana. Drammatico il bilancio a Livorno, dove ci sono sei vittime e si cercano altre due persone. A perdere la vita quattro membri di una famiglia, intrappolata in un appartamento al di sotto del livello della strada. Tra le 2 e le 4 di notte sono caduti in città oltre 250 millimetri di pioggia, la stessa quantità che di solito cade in tre mesi.
I danni più gravi sono arrivati dalla piena che ha fatto tracimare tre torrenti “tombati”, coperti per gran parte del loro corso ormai da decenni. Frane, strade interrotte, ponti crollati e caos in tutta la città, dove anche la stazione centrale è rimasta sott’acqua. Il governatore Enrico Rossi ha annunciato che chiederà la proclamazione dello stato d’emergenza al governo.

Polemiche di casa

Il sindaco accusa la Regione: ‘Ci avevano dato codice arancione e non rosso’. ‘La differenza tra un codice arancione e rosso è la grandezza del fenomeno’, spiegano i tecnici. «Ma tutti i possibili effetti che un fenomeno del genere si può portare dietro, possono essere analoghi, indipendentemente dal colore dell’allerta. L’anno scorso abbiamo organizzato delle giornate di formazione, invitando tutti i sindaci e tecnici dei territori toscani per aiutarli a predisporre tutto il necessario in situazioni di questo tipo».
Quindi come ci si deve comportare in questi casi? «Fondamentale in queste situazioni è la sensibilità dei sindaci. A Pisa, con la stesso tipo di allerta, l’amministrazione ha mandato sms a tutte le persone, invitandole a prendere precauzioni sul fenomeno. Il comune di Livorno non ha dato la stessa lettura». Sfumature cromatiche, ma soprattutto politiche tra il sindaco 5 Stelle e la Regione Pd.

Irma sulla Florida

In America, tutto ‘è più’ che altrove. E il governatore della Florida, definisce Irma, «La tempesta più catastrofica di sempre». Venti di 215 chilometri orari. Centoventisettemila persone hanno trovato rifugio negli oltre 500 centri di accoglienza allestiti nello Stato. Si segnalano le prime vittime. E Donald Trump che non crede di danni climatici, ha dichiarato la “situazione di disastro” in Florida che equivale al nostro stato di calamità e sblocca gli aiuti federali. Quattro i morti nella parte olandese di Saint-Martin, isola a 240 km da Porto Rico, nord-orientale dei Caraibi.
Dopo aver lasciato 25 morti nelle altre isole caraibiche, sabato Irma ha sferzato Cuba toccando terra a Ciego de Avila come categoria 5 (prima volta dal 1932). Inondazioni e distruzioni si sono registrati soprattutto lungo la costa. Allagamenti pure all’Avana e in molte città dell’area centro-orientale: prima dell’arrivo erano state evacuate un milione di persone, fra cui migliaia di turisti.

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