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giovedì 14 20 Novembre19

Mladic morente nel carcere dell’Aja

Il generale dell’assedio di Sarajevo e della strage di Srebrenica. Secondo la stampa di Belgrado, spinte sul governo serbo per chiedere al Tribunale internazionale dell’Aja il ‘rilascio temporaneo’ di Ratko Mladic, gravemente malato. Problema politico delicato in casa serba. In realtà l’ex capo militare dei serbo bosniaci, già colpito da due ictus e da un infarto, sarebbe morente. Un altro protagonista della storia tragica delle guerre balcaniche dopo Milosevic, che scomparirebbe tra la sbarre del carcere olandese di Scheveninghen.

Su Ratko Mladic s’è già detto e scritto tutto il possibile e il suo contrario. Nel bene e nel male.
Uomo per sua natura e per i suoi comportamenti predisposto a suscitare sentimenti assoluti. Dall’esaltazione nazionalistica dei pochi che ancora oggi lo vogliono come patriota combattente della nazione serba minacciata nelle guerre etniche degli anni Novanta, al mostro dei quattro anni di guerra bosniaca in cui il generale Mladic fu capo delle forze armate serbo bosniache del folle Karadzic, comandò l’assedio di Sarajevo e fu a capo di militari e miliziani responsabili della strage di Srebrenica.

Ora Mladic, da nostre notizie, sta morendo. Secondo la stampa di Belgrado, molte sollecitazioni sul governo serbo per chiedere al Tribunale penale internazionale dell’Aja il ‘rilascio temporaneo’ di Ratko Mladic, gravemente malato. In realtà l’ex capo militare dei serbo bosniaci, già colpito da due ictus e da un infarto, è in fin di vita. Un altro protagonista della  tragica storia delle guerre balcaniche dopo Milosevic, che scomparirebbe tra la sbarre del carcere olandese di Scheveninghen.

Ratko Mladić, Ратко Младић

«Le frontiere sono sempre state tracciate col sangue e le nazioni sono sempre state delimitate dalle tombe»
(Ratko Mladić)

Ratko Mladic, dalla biografia semi ufficiale attraverso Wikipedia
È stato generale nell’Armata Popolare di Jugoslavia durante le guerre che portarono alla disgregazione della Jugoslavia, comandante delle forze armate in Croazia e, durante la guerra in Bosnia, capo di stato maggiore dell’Esercito della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina. È accusato di aver commesso crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio. Il 31 maggio 2011, dopo 16 anni di latitanza, Mladic fu estradato all’Aja, dove venne processato nel centro di detenzione che ospita gli accusati del Tribunale Penale Internazionale per la Ex Jugoslavia.

Mladić venne alla ribalta durante le guerre jugoslave: inizialmente come ufficiale di alto livello dell’Esercito Popolare Jugoslavo, poi come capo di stato maggiore delle forze armate dell’esercito della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina durante la guerra in Bosnia tra il 1992 ed il 1995. Nel 1995 venne accusato dal Tribunale Penale Internazionale per la Ex Jugoslavia di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Come capo militare con responsabilità di comando, Mladić fu accusato dall’ICTY di essere responsabile dell’assedio a Sarajevo (5 aprile 1992 – 29 febbraio 1996) e del massacro di Srebrenica – il più grande genocidio in Europa dalla Seconda Guerra Mondiale.

Nel luglio del 1996 il tribunale dell’Aja emanò un mandato di cattura internazionale. Il governo serbo e americano offrirono una taglia di 5 milioni di dollari a chiunque avesse offerto delle informazione per la cattura e l’arresto di Mladic. Mladic riuscì comunque a restare in libertà per 16 anni. Il 26 maggio 2011 fu arrestato a Lazarevo, in Serbia. Il 1º giugno 2011 Ratko Mladić fu estradato a L’Aia per essere processato.

Tra i più corti della storia del Tribunale Internazionale dell’Aja per l’ex- Jugoslavia, il processo Mladić si è concluso nel dicembre 2016 dopo circa 4 anni e mezzo, con la partecipazione di circa 400 testimoni e 11.000 prove documentali. Il verdetto finale è previsto per novembre 2017. I timori attuali per la sua vita potrebbero sottrarre anche Mladic, come accadde per Milosevic, deceduto in corso di giudizio senza la condanna di un tribunale.

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