lunedì 17 giugno 2019

Corea del Nord lancia un missile che sorvola il Giappone

Il missile è passato sopra il territorio del Giappone per poi finire in mare a circa 1.180 chilometri da Hokkaido. Le autorità di Tokyo avevano allertato i cittadini di Tohoku a trovare riparo nei rifugi sottoterra. La forza militare giapponese non avrebbe tentato di abbattere il missile.

Corea del Nord lancia un missile che sorvola il Giappone. Missile dalle potenzialità belliche per ora non ancora definite che è passato oltre i confini settentrionali nipponici nella notte, per poi rompersi in tre parti finendo al largo dell’isola di Hokkaido, nelle acque territoriali di Tokyo. Secondo la Corea del Sud, l’ordigno avrebbe percorso 2700 chilometri ad un’altezza di 550 chilometri: «Caratteristiche di un vettore a lunga gittata»

Tensione alle stelle Tokyo Corea Nord

Non è ancora la Guam americana, come minacciato, ma si sta avvicinando. Kim Jong-un ‘bussa alle porte di Tokyo’, facendo sorvolare il Paese da un missile che dopo aver passato Hokkaido nel Mare del Giappone. «Una minaccia grave e senza precedenti», denuncia Tokio, anche se in verità, 1998 e 2009, era già accaduto, anche se allora Pyongyang mascherò il fatto come test per un satellite.
«Peccato che la Corea del Nord da allora sia diventata molto ma molto più pericolosa -annota Angelo Aquaro su Repubblica- e che quello di stanotte sia il diciottesimo missile lanciato da Pyongyang nel 2017»

La nuova provocazione ha messo sottosopra il Giappone. «È volato sopra di noi», enfatizza il premier Shinzo Abe, e il governo ha dato disposizioni alle popolazioni del nord del paese di mettersi, nel caso, al sicuro. In tv è scattato l’allarme: «Lancio di missile, lancio di missile, portatevi in un luogo sicuro». Gli americani si sono limitati a dire che il lancio non costituisce alcun pericolo per gli Stati Uniti.

Proprio ieri i servizi sudcoreani hanno avvertito il Parlamento che un nuovo test nucleare sarebbe imminente, il numero sei della serie dopo quello che l’anno scorso seguì, a ottobre, proprio la fine delle manovre congiunte Usa-Corea del Sud. Una sceneggiatura che si ripete da anni, con insistenza dei ambedue le parti: Washington e Seul si esibiscono nei war games, gli ‘Ulchi Guardian Freedom drills’, le simulazioni di guerra al computer.
Pyongyang sostiene che si tratta di prove di invasione, e reagisce con qualche tipo di provocazione. Le esercitazioni si concludono mercoledì, e c’è quindi tempo per qualche altra replica.

Allarme a sud
I servizi sud coreani temono che Pyongyang sia già pronta a montare un’atomica su un missile intercontinentale. La ‘linea rossa’ che il presidente sudcoreano Moon Jae-in ha giurato che Kim non dovrebbe passare. Ed il pacifista Moon proprio ieri ha annunciato di voler aggiornare la capacità di difesa, ma anche di offesa, del paese.
Scontata, la richiesta di Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud di una convocazione urgente del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Vertice che si terrà oggi stesso, ma bisognerà vedere come si orienteranno Cina e Russia.

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