venerdì 24 maggio 2019

Quei Principi sauditi fatti sparire

Negli ultimi due anni tre principi sauditi che vivevano in Europa sono scomparsi senza lasciare traccia. Tutti e tre erano critici nei confronti della casa regrante. Testimoni affermano che sono stati rapiti e riportati in Arabia Saudita, da dove non si hanno più notizie. L’agenzia russa Sputnik e l’americano Post sulla notizia.
La famiglia reale saudita conta 25mila membri, di cui circa 7mila sono principi.

La trama è quella del più classico dei gialli, nobiltà modello Agata Christie ma con ritmi americani.
La mattina presto del 12 giugno 2003 un automobile con a bordo il principe Sultan bin Turki bin Abdul-Aziz, giunge a un palazzo nella periferia di Ginevra. La residenza svizzera del defunto Re Fahd. La occupa il figlio preferito, il principe Abdul-Aziz Bin Fahd, che ha invitato Sultan a colazione. Abdul-Aziz chiede a Sultan di tornare in Arabia Saudita dove, gli promette, risolverà il conflitto che contrappone il principe alla casa regnante che lui ha osato criticare. Testimone il Ministro saudita per gli affari religiosi, lo sceicco Saleh bin Abdul-Aziz Al ash-Sheikh.

Ma Sultan non si fida delle promesse giunte da Rihad e rifiuta. Principe mediatore e ministro escono dalla stanza con la scusa di consultazioni, a cambia scena. Arrivano i gorilla ed è sequestro, nella cronaca dettagliata dell’agenzia russa Sputinik che rilancia in questi giorni, e non è mai per caso.

Sequestro di Stato

«È sparito un altro principe saudita», titolava un anno fa il Post. ‘Nell’ultimo anno tre membri della famiglia reale che chiedevano riforme e cambiamenti sono scomparsi durante viaggi d’affari, l’ultimo poche settimane fa’. La storia già accennata del principe Sultan bin Turki, con le puntate successive e qualche dettaglio in più. Un suo amico ha raccontato al Guardian: «Durante la nostra ultima telefonata stava ridendo e mi ha detto, come per fare una battuta: “Dovrei venire al Cairo con un aereo della famiglia reale questa settimana. Se non mi vedi vuol dire che mi hanno riportato a Riyadh. Cerca di fare qualcosa”».

Nel 2003, racconta il principe, venne sedato durante un incontro d’affari e trasportato di peso all’aeroporto di Ginevra dove lo aspettava un aereo 747 con a bordo speciali apparecchiature mediche nel caso qualcosa nel rapimento fosse andato storto. Da allora, il principe è riuscito comunque a tornare all’estero, dove ha intentato causa contro il governo saudita. Sultan è il terzo principe della casa saudita a sparire in maniera misteriosa nell’ultimo anno. Lo scorso luglio, il principe Turki bin Bandar venne rapito durante un viaggio d’affari in Marocco.

Era diventato famoso nel marzo del 2011 quando aveva cominciato a pubblicare su YouTube una serie di video in cui chiedeva riforme politiche nel paese e nella famiglia reale. Nello stesso periodo il principale avversario geopolitico dell’Arabia Saudita comparve anche sui media iraniani, offesa imperdonabile. Sfida e tradimento. Un paio di mesi dopo il rapimento di Turki è stato il turno del principe Saud bin Saif al-Nasr, scomparso dopo essere salito su un aereo che avrebbe dovuto portarlo a un incontro d’affari in Italia.

Il principe Saud aveva iniziato a criticare il regime nel marzo 2014 dopo aver aperto un account su Twitter con il quale accusava la famiglia reale di aver appoggiato il colpo di stato contro il primo presidente democraticamente eletto della storia dell’Egitto, Mohamed Morsi, deposto nel 2013. Saud accusò anche funzionari sauditi e membri della famiglia reale di aver intascato milioni di dollari in fondi destinati al governo egiziano. Il Guardian scrive che ancora oggi è impossibile contattare i tre principi e che il governo saudita, per il momento, si rifiuta di commentare.

Svizzera, suol d’amore e di banche

Il principe Sultan, il primo rapito di questa saga medioevale, era più in alto nella gerarchia reale, e faceva avanti e indietro tra casa e prigione. Ai principi ciò è concesso. Ma la sua salute peggiorò, così nel 2010 la famiglia reale decise di mandarlo in cura a Boston. Quello che ha fatto dal suo rifugio sicuro negli Stati Uniti deve aver gettato l’Arabia Saudita nel terrore: fece richiesta per un procedimento penale in una corte svizzera, accusando il principe Abdul-Aziz Bin Fahd e lo sceicco Saleh Al ash-Sheikh del suo rapimento nel 2003.

Il suo avvocato americano, Clyde Bergstresser, ricevette un certificato medico da Re Faisal a Riyad, dove Sultan fu ‘ospitalizzato’ il 13 giugno 2003. In esso è scritto che gli fu messo un tubo in gola per farlo respirare durante l’anestesia e che una parte del suo diaframma era paralizzata, probabilmente a causa dell’aggressione. Per la prima volta un membro della famiglia reale saudita ha presentato un documento per un procedimento penale in un tribunale occidentale contro un altro membro della stessa famiglia.

Purtroppo, denuncia l’avvocato americano Bergstresser, scopre che le autorità svizzere non erano molto interessate a questo caso. «Non fu fatto nulla per scoprire cosa accadde nell’aeroporto. Chi erano i piloti della ‘eliambulanza’? Cosa era indicato nei piani di volo di quelli aerei dall’Arabia Saudita? Il rapimento avvenne sul territorio svizzero, e le autorità dovrebbero interessarsi a come questo avvenne».
Beh, i depositi bancari della casa reale saudita sono decisamente rilevanti.
E la famiglia reale saudita conta 25mila membri, di cui circa 7mila sono principi.

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