venerdì 19 luglio 2019

Attenti agli spaghetti con pistola

Gli attentati chiedono tutto: solidarietà per le famiglie delle vittime, ogni aiuto a chi è rimasto ferito, un impegno senza uguali per la ricerca dei responsabili, ma di una sola cosa nessuno sente il bisogno: dell’arrivo degli sciacalli che non vedono l’ora di generalizzare il sospetto su tutti gli esseri umani di fede musulmana, su […]

Gli attentati chiedono tutto: solidarietà per le famiglie delle vittime, ogni aiuto a chi è rimasto ferito, un impegno senza uguali per la ricerca dei responsabili, ma di una sola cosa nessuno sente il bisogno: dell’arrivo degli sciacalli che non vedono l’ora di generalizzare il sospetto su tutti gli esseri umani di fede musulmana, su tutti gli arabi.

Noi che abbiamo la testa per pensare e il cuore come sede dell’empatia umana sappiamo con assoluta certezza che è proprio quello che vogliono i terroristi, alzare lo scontro tra “religioni”, etnie e fedi. La parola d’ordine dev’essere: distinguere!
Ci immaginiamo già i titoloni di certi giornali e tg, ma essi, volenti o nolenti, non fanno altro che il gioco dei terroristi.

Invece è l’ora giusta per mantenere la mente fredda. Non sono dal vedere milioni di musulmani e arabi tutti come terroristi. Questo è il desiderio dei terroristi veri.
Loro stanno perdendo la loro guerra del terrore, non facciamo loro un favore.
Trattiamoli per quello che sono: una banda di maledetti criminali e non guerrieri religiosi!

Vorrei ricordare i tempi quando imperversava la mafia con migliaia di morti all’anno, oppure gli anni del terrorismo rosso o nero che hanno insanguinato l’Italia. Allora, in molti Paesi del mondo, erano stati gli italiani in toto ed essere messi sotto accusa, coinvolti tutti in un sospetto generalizzato.

Ricordiamo la foto di quel piatto di spaghetti con la pistole, offesa per tutti.
Un po’ di terroristi allo sbando e un po’ più di mafiosi a diffamare un intero popolo.
Non rifacciamo lo stesso errore. Distinguiamo. Sempre.

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