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venerdì 20 Settembre 2019

Guardia costiera libica spara alla Ong e flirta con la Nave Nera

La nave ‘Golfo azzurro’ della Ong catalana Open Arms sequestrata per 2 ore dalla Guardia costiera libica in acque internazionali e costretta, sotto la minaccia delle armi, a dirigersi in acque libiche. Sospettata da più parti di collusioni con gli scafisti, la guardia costiera di Tripoli si scatena contro le Ong salva migranti e cinguetta via radio con la Nave Nera dell’ultradestra europea che li fiancheggia. Preoccupante alleanza.

Primo messaggio postato intorno alle 19 di ferragosto: «La nave Golfo Azzurro si trova sotto sequestro in acque internazionali da parte di guardacoste libici, precisando di essere stati “costretti a seguirli in acque libiche, minacciano di spararci se non eseguiamo gli ordini».
Sul profilo twitter della Ong ‘Proactiva Open Arms’ si riportano altri episodi di tensione con la Guardia costiera libica.

Sequestro? Operazione di Polizia? O abuso di potere incoraggiato dal nuovo status che si sta consolidando nel Mediterraneo dopo il ritiro dalle operazione di salvataggio della nave bel quattro organizzazioni volontarie di soccorso? MSF, Prudence, di Sea Eye e Save the children, le Ong che hanno abbandonato il campo dopo la decisione del governo libico di Fayez Serraj di estendere la propria zona di ricerca e soccorso.
Non ci sono le condizioni di sicurezza perché i libici hanno pubblicamente aggiunto che avrebbero fatto fuoco sulle navi umanitarie se entrate in questo nuovo braccio di mare, lì dove avvengono i naufragi e i soccorsi. Ora ci pensa la guardia costiera libica.

La nave della Ong si trovava in realtà in posizione 33 15,2 N 012 38, 1 E, a circa 27 miglia dalla costa, quindi in acque ancora internazionali. Dettagli testimoniati da trasponder e satellite, con buona pace delle aggressività libiche. La Golfo Azzurro è stata intercettata dalla ‘Pattuglia 654’ della guardia costiera di Tripoli, senza particolari segni distintivi. Per i libici la nave della Ong non poteva sostare o navigare in quel tratto di mare, quindi le è stato imposto, sotto minaccia delle armi e colpi sparati in aria, di seguire la motovedetta a Tripoli.

La crisi è durata un paio di ore e probabilmente grazie alla presenza a bordo di una parlamentare spagnola alla fine la Golfo Azzurro è stata lasciata partire. Ma le cose non devono essere andate in maniera tranquilla. Da un tweet di Proactiva Open Arma, a conclusione della vicenda si può leggere; «La Golfo Azzurra è stata liberata e ora fa rotta verso Nord (Malta ndr.),. Sequestrata per quasi due ore con minacce e ordini della guardia costiera libica».
L’aspetto più inquietante di questa situazione sembra essere la partecipazione attiva, in supporto della guardia costiera libica, da parte della Nave Nera di ‘Generazione Identitaria’, l’organizzazione dell’ultra destra europea. Con il ritiro delle Ong sono rimasti praticamente solo loro a pattugliare il tratto di mare a ridosso negli acqua twrritoriali libiche che le organizzazioni non governative, ancora operanti, solcano per salvare i migranti in difficoltà.
A quanto pare la C-Star già dal mattino stava seguendo la Golfo Azzurro e lo ha fatto sapere.

Un primo tweet: «Oggi ci siamo confrontati con la Golfo Azzurro e gli abbiamo intimato di lasciare la zona SAR. Noi registreremo le loro attività illegali». Noi chi e in nome di quale autorità? Subito dopo, e non sembra un caso, è intervenuta la guardia costiera libica.
In un altro tweet, che lascia più di un interrogativo, la missione Defend Europe fa sapere: «Un capitano della guardia costiera libica ci ha contattato e ci ha fatto sapere che hanno i nostri stessi obiettivi. Noi abbiamo offerto cooperazione».
Millantato credito o forse operazione di marketing. Di fatto, in un ultimo tweet gli ultra identitari xenofobi promettono: «Noi seguiremo la Golfo Azzurro, osserveremo e se essi entreranno di nuovo in acque libiche avvertiremo i nostri nuovi amici della guardia costiera libica».
Gendarmi aggressivi libici di incerta credibilità, ed ora gli squadristi navali di supporto.

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